Una lettera firmata da “Un gruppo di amici iscritti e stufi dell’attuale situazione che si trova nel PD savese”
Il PD, Bruno D’Oria, Aldo Maggi
e Ivano Decataldo
Aldo Maggi? E’ il miracolato. Dopo aver sfasciato il suo gruppo consiliare, e perso il fido Calasso, solo il PD savese poteva salvarlo. E che prezzo paga il PD!
Ivano Decataldo? E’ giovane, è bravo, è importantissimo per la Sava del futuro. Ha entusiasmo e, per l’esperienza, ha tutto il tempo che vuole
Caro Direttore ci preme scrivervi per farvi, se ancora viene permesso, delle riflessioni a riguardo dell’intervista riportata a pag. 4 del numero di vivavoce del 14 luglio 2010, in riferimento all’intervista a Bruno D’Oria. Ci teniamo a sottolineare che desideriamo mantenere l’anonimato solo ed esclusivamente per il semplice fatto che non vogliamo compromettere il futuro ai nostri figli, perché questa gente è odiosa e vendicativa.
Questa è la prima parte della lettera. Ho deciso di frammentarla in diversi punti, alcuni di questi sono da querela e per tanto ho preferito decurtarli, gli altri punti sono di seguito scansionati e ad ogni punto appongo la mia risposta. Non è bello ricevere lettere anonime in quanto è più bello che, in genere, chi vuole comunicare il suo disappunto sulle cose dovrebbe avere il coraggio di esporsi. Si parla in questa prima fase della lettera “che non vogliamo compromettere il futuro ai nostri figli, perché questa gente è odiosa e vendicativa”. Addirittura! A stì livelli stiamo? Forse chi ha scritto questa lettera scorda che stiamo alla fine del primo decennio del terzo millennio? Forse …
Ma veniamo a noi a ciò che riguarda l’intervista, il sig. D’Oria si firma ancora come il delegato nazionale all’Assemblea del Partito Democratico. Caro direttore, quella era solo una carica a tempo, che poi possiamo dire tanto e fare tante riflessioni su come si è giunti a quella nomina, ma per il momento lasciamo stare, la sua era una delega temporanea giusto e solo per votare l’atto costitutivo e il regolamento interno del Partito Democratico, basta tutto qui, ora non è più niente.
Quanto a Bruno D’Oria delegato nazionale dell’assemblea nazionale del PD, con franchezza, ho sbagliato io, in quanto ero ancora fermo alla nomina di un anno fa. Ma credo di averlo fatto nel senso buono. Andiamo avanti con la terza frase.
Su Bruno D’Oria possiamo dire tanto e di più, soprattutto sulla sua moralità politica, caro Direttore per quello che riguarda la gara dei Parcheggi Pubblici le cose sono andate così…
A questo punto viene decurtato il proseguo della frase. Ci sono accuse specifiche con tanto di nome e cognome, e fatti specifici che vengono citati, e quindi la querela per il giornale è a due passi. Mi fermo su questo tema, quello sulla gara dei Parcheggi Pubblici, che il nostro giornale ha portato sul tavolo del Magistrato e in cui è stato individuato il reato di “Abuso in atti d’ufficio”. A questi firmatari, o meglio a chi non ha voluto firmare la lettera inviata alla nostra redazione, diciamo questo: se siete tanto convinti di quello che avete scritto perché non vi rivolgete anche voi al magistrato, come ha fatto il nostro giornale, ed esponete le vostre ragioni? Se avete una verità, e da come sembra siete tanto convinti di averla, anziché darla a noi è più giusto darla a chi sta indagando e sta per chiudere le indagini con i successivi indagati?
Noi siamo sicuri, caro direttore, che queste cose lei le sa e anche bene, solo che ovviamente non se la sente di infangare un suo parente.
L’unica verità che sapevo è stata data dalla lettura delle carte, carte che parlavano di una gara assegnata ad una ditta che non aveva nemmeno i requisiti per partecipare (e addirittura poi fatta vincere, ndr), da un ricorso fatto al TAR di Lecce in cui veniva sentenziato quello che ho scritto sopra. Quando si fanno le accuse, esperienza insegna, bisogna avere le carte in mano per essere certi delle accuse. In mancanza di queste sono solo parole, supposizioni che, alla fine, non portano da nessuna parte. Con Bruno D’Oria non ho vincoli familiari (e siete informati male, ndr) ma a differenza di altri politici si presta al dialogo e al confronto e questo, per un giornale, è importante. Poi sta all’intelligenza del lettore capire dove sta la verità nelle cose che vengono dette nelle interviste.
Veniamo al fatto dell’Assessore Ivano Decataldo, il professore non ama la gente che riesce a ragionare con la propria testa, non ama la gente che sa muoversi e sa gestire il proprio assessorato al meglio, il professore vuole assessori che debbano chinare la testa e dire: “Si signore come dice lei”, ecco perché è stato fatto fuori prima l’assessore Giovanni Desantis poi il laborioso e sempre disponibile ass. Pasquale Calasso, ora è l’assessore Ivano Decataldo da fare fuori, perché persone capaci di gestire la cosa pubblica e perché capaci vengono ritenuti come un pericolo per gli intrallazzi della vecchia politica, quella della prima Repubblica.
Andiamo per grado: Giovanni Desantis. Non credo che qualcuno lo abbia fatto fuori, che ci sia stata una accesa lotta interna nel PD è scontato, ma credo che lo stesso non avesse quelle qualità che magari dalla sua giovane età potevano essere promettenti. Poi, importantissimo questo, credo che la vita lo ha portato a vivere fuori da Sava, quindi non stando più a Sava ha organizzato la sua vita fuori. Andiamo a Pasquale Calasso, visto che lo chiamate “laborioso e sempre disponibile”: mi fermo solo all’aspetto politico, del suo operato amministrativo non entro per nulla in merito, anche perché ci sarebbero da scrivere tante, ma tante cose! Pasquale Calasso, bisogna dargliene atto, è stato il più suffragato della lista del sindaco Maggi, Udeur-Popolari, la quale lista ha portato con sé dalle ultime elezioni comunali ben tre Consiglieri comunali, ovvero Fabio Pennacchiotti, Renè Bisci e Fabio Pichierri. Quindi la lista del sindaco aveva un ottimo gruppo consiliare. Bene, Pasquale Calasso era l’espressione di questo gruppo e factotum del sindaco Maggi, messo proprio ai Lavori Pubblici, ma vedi un pò! E poi si parla di Silvio Berlusconi e del suo conflitto di interessi … Andiamo sempre a un discorso squisitamente politico: una volta che il sindaco Maggi ha perso il suo gruppo consiliare cosa è successo? E’ successo che la maggioranza cominciava a non avere più i numeri per governare. Quindi, gioco – forza, per governare ci vogliono i numeri e se mancano questi si va tutti a casa a meno che di nuove entrate. Quindi una volta che la maggioranza ha perso i tre tasselli, non aveva più i numeri per governare Sava. Ecco pronta l’operazione di Bruno D’Oria per la sopravvivenza: l’entrata di IO SUD, con tre suoi Consiglieri aggregati strada facendo e non legittimati dall’elettore savese in una unica lista. Quindi la stampella della lista di Adriana Poli Bortone ha permesso di vivere a questa amministrazione. Proseguo: quale sarebbe stato il prezzo che avrebbe pagato questo anomalo centrosinistra? Andiamo ai numeri che poi, in politica, sono quelli che contano una volta che i giochi sono fatti. Tre Consiglieri che abbandonano la maggioranza, e quindi di fatto non diventa più maggioranza, e tre nuovi Consiglieri che entrano nella maggioranza. Chi paga? Paga la lista del sindaco, il quale non è stato capace di tenersi il suo gruppo consiliare e di conseguenza cade anche l’espressione in amministrazione di Calasso, referente di Maggi. Questo è il prezzo politico che questo centrosinistra ha pagato per sopravvivere. Aldo Maggi invece, alla luce della perdita del suo gruppo, forte della sua carica amministrativa insostituibile si è rifugiato nel PD ed è stato come dire “Aiutatemi, perché se cado io cade tutta l’amministrazione comunale”. Il PD a Sava, e questo io l’ho scritto a caratteri forti su viv@voce, con l’ingresso di Aldo Maggi ha decretato la sua morte, risultando non un partito nuovo ma un partito nato già vecchio! E quindi il PD, al di là di qualunque considerazione politica che Bruno D’Oria può dare, si è caricato un peso enorme e, a mio parere, distruttivo per il nuovo partito che si stava cercando di creare. Questi sono i fatti, queste sono le azioni, personali o politiche non c’è nessuna differenza a Sava, le quali hanno caratterizzato tutto ciò e non è come dite voi. Assolutamente! Se poi volete avere un’altra visione, quella che magari vi è più comoda, fate tranquillamente. Guardate l’evolversi dei fatti e poi ditemi se non ho ragione io! Il PD a Sava non è un partito politico è solo una Società a nome collettivo o meglio, solo una Società per azioni in cui i soci si stanno scannando tra di loro per i loro interessi a scapito dei problemi, seri, del paese! E il responsabile, politico (!!!), di questo sfascio è il sindaco Maggi! Ecco perchè il nostro giornale è convinto che questo sindaco, prima va via, e meglio è! Ecco perchè chiediamo le dimissioni del primo cittadino in quanto non è in grado di affrontare i problemi del paese ...
L’Assessore Ivano Decataldo che all’interno del Partito è riuscito a formare un gruppo di giovani motivati e interessati a cambiare Sava per far si che le prossime generazioni trovino una Sava diversa da come, purtroppo, l’ha trovata la nostra generazione. Un assessore che dà fastidio a molti perché capace di agire con responsabilità e con moderazione. Un assessore che è riuscito in collaborazione con l’Arci Calipso, ad organizzare il concerto del Primo Maggio a Sava in Piazza San Giovanni. Non è vero, nel modo più assoluto, che le dimissioni sono state chieste all’unanimità, c’è stato all’interno del partito un vero scontro sulla questione e più del 50% dell’assemblea non è d’accordo con una eventuale estromissione dell’assessore Ivano Decataldo, e il Sindaco si è espresso a favore dell’assessore Ivano Decataldo.
Andiamo al tema delicato che si chiama Ivano Decataldo: seguendo la vita politica di Ivano nel PD, lo stesso fu designato da una mozione unitaria del partito e quindi entrava nella giunta Maggi come espressione intera del PD savese. Ivano aveva due cariche importanti del PD, ovvero quella di segretario cittadino e assessore. Assistetti nello scorso inverno ad una assemblea infuocata del PD in Sala Amphipolis e furono non pochi gli interventi di chi diceva al giovane Ivano di lasciare uno dei due incarichi in quanto lo oberavano troppo di lavoro ma in più di qualche intervento, così è stato, lo accusavano di non rispondere al telefono quando veniva cercato per ragioni di partito o amministrative. Certo quando si è giovani, a volte, l’entusiasmo può non fare vedere le cose nitide e si può facilmente perdere l’orientamento delle cose e nel caso in specie le ragioni per cui Ivano Decataldo era stato designato a fare l’assessore in quota PD nella giunta Maggi. Credo che Ivano ha fatto una scelta di campo scegliendo una delle fazioni che lo avevano designato a rappresentare il PD, a scapito dell’altra. E su questo, credo, senza cattiveria da parte mia, si è lasciato abbindolare dal sindaco Maggi il quale lo ha usato per contrastare l’altra fazione del PD, ovvero quella degli ex socialisti autonomisti, sulle scelte che man mano venivano fatte all’interno della giunta. Questo è il gioco della politica, questi sono i meccanismi che regnano dappertutto in tutti i partiti o in tutti i movimenti politici. Certo non si possono discutere le qualità e le capacità organizzative di Ivano Decataldo ma, all’interno di un partito, è la logica dei numeri che detta legge. Ho sempre creduto che non basta avere 1000 ragioni per avere ragione, basta averne una su tutto ed è fatta e questa si chiama “la logica dei numeri!” E in politica sono sempre i numeri che dettano legge! Certo può non piacere, a me non piace affatto, ma è così.
Caro direttore la smetta di intervistare certa gente e usi il suo giornale per informare al meglio la cittadinanza, magari perché no, riportando sul suo giornale alcune delibere, quelle che interessano i cittadini. Speriamo che questa lettera verrà da Lei pubblicata, perché se si vuole una vera informazione ci deve sempre essere la “botta” e la “risposta” e questo l’unico modo per far sì che l’informazione sia vera informazione e non informazione selezionata secondo le proprie esigenze di propaganda elettorale. Con la speranza che nessuno ponga diniego o veti sulla pubblicazione di questo articolo, anticipatamente, sicuri di un esito positivo, la ringraziamo Direttore per aver pubblicato questo nostro pensiero.
Pubblicare alcune delibere? A Sava non si usa: ogni volta che si chiede una delibera subito i tempi per riceverla si allungano oltre il dovuto, in quasi tutti i Comuni le delibere si pubblicano sui siti istituzionali ma a Sava no! A Sava abbiamo un sito che è uno squallore! Una pena infinita! Quando a me, forse sono liberissimo di intervistare chi voglio io? O devo chiedere il permesso a qualcuno di voi se è giusto quello che faccio, o se scrivo bene o scrivo male? Addirittura voi fate parte di un partito, il PD, il quale non ha mosso minimamente un dito quando l’intera amministrazione Maggi mi ha querelato direttamente con tanto di delibera con incarico al legale! Ma stiamo scherzando? Ma statevi zitti. Per favore che è meglio! E poi perché non avete mandato anche al Giornale di Sava una lettera simile come questa? Perché? Ve lo dico io il perché: perché il Giornale di Sava una lettera con toni così accusatori come questi vostri, seguendo una sua logica editoriale, difficilmente l’avrebbe pubblicata. Voglio soltanto dirvi una cosa, solo una: il prezzo che questo giornale sta pagando nelle aule di tribunale è alto, davvero alto, per difendersi dalla querele e dalle denunce che questi arroganti e strafottenti hanno fatto nei miei confronti e il PD è il primo responsabile, politicamente, di tutto questo e alle prossime elezioni, anticipate o no, non avete neanche l’idea della polvere che solleveremo sulle pagine di viv@voce. E se questo è un prezzo che si sta pagando, il prezzo non lo stò pagando solo per me ma lo stò pagando per un principio importante: quello del libero pensiero e della libera circolazione delle idee e dei fatti. Queste sono le libertà che ognuno di noi deve tenersi strette strette in quanto sono vitali per noi e per la nostra democrazia. Questo è il concetto di giornalismo che ha questo giornale. Questo è viv@voce. E non accetto lezioni del tipo “l’informazione sia vera informazione e non informazione selezionata” da chi non ha il coraggio neanche di firmare una lettera, proprio come avete fatto voi. Fifoni, siete solo dei buoni savesi. Quelli classici per intenderci!
Giovanni Caforio






