Caro Direttore, le scrivo: ma questi gazebo sono legali?
I gazebo adiacenti alle attività commerciali, i marciapiedi ostruiti da queste costruzioni: si potevano dare queste Concessioni edilizie?
Gentilissimo Direttore le scrivo questa lettera, senza nessun minimo dubbio che non venga pubblicata, per dirle di una situazione strana, anzi stranissima. Mi spiego: nel nostro paese ci sono molti “gazebo” collocati o meglio attaccati ad alcune e diverse attività commerciali e gli stessi gazebo ostruiscono il libero passaggio pedonale dei pedoni o peggio ancora dei diversamenti abili o in assurdo altri che decapitano liberi accessi ad aree comunali di interesse pubblico. Mi spiego meglio, elencando anche le diverse situazioni a cui siamo costretti a vedere e, mi consenta (ma lei questo me lo consente, tanto lo so) di vedere caso per caso e cercando di mettere in rilievo le anomalie per simili concessioni edilizie (Ma ci sono? Oppure sono abusive?), vado per ordine, partendo dall’ultimo obbrobrio savese:
1) Palazzo Cinefra
In Via Vittorio Emanuele: qui è stato montato un gazebo attaccato addirittura al corpo di fabbrica di uno dei più antichi, e belli a mio parere, palazzi del nostro paese. E qui mi piacerebbe che il comandante tenente colonnello (ma ha questi gradi?) Luigina Soloperto ci dica se è stata lei che ha concesso questa autorizzazione “strana” su di un suolo pubblico e attaccata ad un Palazzo di interesse storico, oppure come capita spesso e come suol dirsi è stato chiuso un occhio?
Questo scempio è un vero e proprio pugno nello stomaco!
2) A poche decine di metri, sullo stesso marciapiede, c’è un’altra attività di ristorazione la quale ha un gazebo montato e attaccato al corpo di fabbrica. La domanda è sempre la stessa: si poteva autorizzare questa costruzione oppure si sono violate le leggi che disciplinano i marciapiedi e sulla loro utilità pubblica?
3) Scendendo verso la piazza, da Via Vittorio Emanuele, e girando per la via San Cosimo, c’è una attività commerciale di casalinghi dove
la stessa ha costruito un gazebo commerciale attaccato alla sua attività. Domanda: ma i Vigili Urbani hanno visto quanto marciapiede utile è rimasto per i pedoni? E un disabile con la carrozzina da lì, secondo chi ha autorizzato questa costruzione, come può passare? Forse deve…volare? E altra domanda, a Sava esiste un’associazione di disabili che vede questo?
4) Mi sposto verso Corso
Umberto e mi porto verso lo stadio comunale, alla via per Manduria: ma le sembra giusto che viene autorizzata la costruzione di un gazebo il quale ostruisce per una buona metà l’accesso al parcheggio pubblico dei tifosi? Anche qui è lecita la domanda: lo potevano fare o meglio le leggi lo potevano permettere? Oppure solo a Sava succedono queste cose?
Queste sono alcune delle cose marcate che non suonano affatto bene alle mie orecchie e mi dico sempre: come si possono dare simili concessioni, e al tempo stesso i vigili urbani avvallarle? Esiste a Sava un regolamento che disciplina tutto questo? Oppure, come diceva lei qualche tempo fa , ripetendo un classico:
“A Sava cinca si ozza la matina canta messa”?
Giuseppe C.
Abbiamo un regolamento comunale che disciplina questo?
Questa questione dei gazebo è stata sollevata da molti lettori del nostro giornale e spesso mi hanno fermato per strada e mi sono recato con loro sui luoghi che il nostro lettore stesso ci ha elencato, e allora ci viene naturale la domanda: abbiamo un dirigente dell’ufficio tecnico, vero? Abbiamo una reggente del Comando di Polizia municipale, vero? Allora se il compito di questi organismi amministrativi è quello di vigilare sull’uso corretto del regolamento comunale, il quale potenzialmente dovrebbe disciplinare la materia del suolo pubblico e dei marciapiedi, come mai questi “gazebo” hanno avuto questa strana autorizzazione per la loro realizzazione? Mi sorge un forte, anzi fortissimo dubbio: forse non abbiamo un regolamento comunale che disciplina questo? E di seguito vengono fatti costruire tacitamente? Gentile lettore stia tranquillo che da questa sua lettera verrà inviata immediatamente nota all’Ufficio Tecnico comunale e al Comando dei Vigili Urbani allegando anche la pagina di questo giornale e nel caso in cui non dovessero risponderci entra 30 giorni, ma sanno benissimo che incorrono nella denuncia dell’art. 328 secondo comma del codice penale, faremo tutti i passi e i passaggi necessari per venire a conoscenza di quali condizioni hanno permesso certe “autorizzazioni” edilizie. E se ci saranno dei delimitati reati penali commessi da questi organi amministrativi non esiteremo a rivolgerci alla Procura della Repubblica per far valere le ragioni della convivenza civile. Stia tranquillo di nuovo, a Sava purtroppo siamo arrivati a questo triste punto: per far valere le ragioni di uno Stato di diritto l’unico organo che ce lo può garantire è la Magistratura.
E’ triste questo, sà?





