VIV@VOCE

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Dopo le querele, le minacce e i proiettili, cosa altro ci dobbiamo aspettare ancora?

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E’ un pericolo dire che ci devono essere le regole, e ci sono tra l’altro, le quali devono regolare la nostra convivenza civile. O no? 

 

E’ amaro, amarissimo, intitolare questo editoriale, non avrei mai voluto dare un titolo così. Oggi a Sava siamo arrivati a questo drammatico punto: ogni cosa che questo giornale fa, o meglio propone o al massimo denuncia dalla proprie colonne, subito si erige un clima di odio. Già odio.

Oggi a Sava abbiamo una amministrazione, o meglio un sindaco, che crede di fare tutto ciò che vuole: non risponde alla richiesta di atti pubblici che viene fatta, non risponde a petizione dei cittadini sui parcheggi pubblici, insomma vengono annullate tutte quelle libertà democratiche che la democrazia ci dà per vedere e, valutare anche, come viene svolto il lavoro amministrativo di chi amministra la nostra comunità. E’ drammatico questo: forse non siamo abituati a comunicare su di uno strumento di comunicazione che è così ampio, e democratico, forse ci vorranno altre generazioni a capire che i messaggi che lanciamo da viv@voce sono quelli giusti. Premesso che un giornale, almeno questo, non deve battere cassa in campo elettorale o meglio in quello politico e forse questo deve illuminare qualche imbecille che ci vede come dei veri e seri pericoli. Si ma, pericoli di cosa? E’ un pericolo dire che ci devono essere le regole, e ci sono tra l’altro, le quali devono regolare la nostra convivenza civile. O no?

E’ un pericolo dire che la casa comunale è di tutti e non di chi è stato designato dall’elettore nell’ultimo suffragio elettorale? Non credo, almeno noi non lo crediamo.

La fortuna di questo giornale, ma credo che è anche la vostra fortuna cari lettori, è che non guarda in faccia nessuno. Assolutamente nessuno. In tutti questi anni siamo cresciuti abbastanza, abbiamo superato il classico rodaggio alla grande ed abbiamo imposto sulle pagine del nostro, ma credo che sia più vostro che nostro, giornale l’attenzione massima, alla massima potenza: il miglioramento della vita nella nostra cara e amata Sava.

Chiediamo molto? Non credo. Chiediamo solo la norma, quella norma che permette al cittadino di avanzare i suoi sacrosanti diritti, e anche doveri, e in questo balletto sia gli uni che gli altri non devono essere per nulla sproporzionati. Qualcuno, molti in verità, dicono che il savese è strafottente, ed ha anche ragione per certi versi, che non ha mai amato il proprio paese, ma la propria abitazione si, e che qualunque cosa che gli è lontana non lo tocca più di tanto. Tanto, secondo il prototipo, è lungi dalla sua veduta o, meglio ancora, dai suoi interessi. Su questi ultimi, però, si prodiga quando li vede minacciati oppure nel momento in cui deve chiedere una determinata cosa che, per vie logiche e senz’altro legali, non la può ottenere.

Insomma, il classico raggirare l’ostacolo. Su questo la politica locale è stata brava in quanto gli ha dato, al savese, la possibilità o meglio la scorciatoia a risolvere i suoi eventuali problemi. Oggi a Sava, ma anche ieri in verità, abbiamo amministratori che amano solo se stessi, i loro interessi di parte, di partito e di lobby.

Allora credo che un giornale come questo, in questo contesto appiattito, non avrebbe nessunissima ragione di esistere in quanto si troverebbe a combattere contro i mulini a vento e ogni piccolo Davide non troverebbe un Golia ma un muro, alcune volte anche di omertà. Dire mafioso è azzardato ma molto imparentato, come termine si. Il “mi raccomando non fare il nome mio” oppure “mi hanno detto che…” o peggio  ancora “ho paura delle ritorsioni che potrebbero farmi…” allora avere dato la coloritura a questo quadro scellerato e disgraziato che non porta a nulla ma porta solo alla fortuna dei loschi figuri e di volponi che sguazzano sulle disgrazie della nostra ignoranza, per questo giornale è importante. Non ci sarebbe stata nessuna ragione di esistere se avessimo raccontato se la parrocchia del paese avrebbe inaugurato la nuova campana oppure se avessimo scritto della partita amatoriale tra scapoli e ammogliati. Questo non è giornale così. No, non lo è.

Anzi, non lo hai mai voluto essere! Questo è un giornale che entra nei temi delicati del nostro paese: viv@voce è un attento osservatore di tutto quello che accade intorno a noi, dal malaffare della politica, da chi trae vantaggio alla grande dalla politica per i suoi particolarissimi interessi, magari entrando al Comune con le pezze al culo ed uscendosene con i soldi, dalla compiacenza di chi dovrebbe avere un ruolo autonomo dalla politica in virtù della sua importante carica amministrativa ma china la testa e diventa un umile galoppino, squalificandosi anche come dignità e decoro della persona.

A volte mi dico che la colpa non sta sempre e solo nell’ultima ruota del carro, ma la colpa sta soprattutto in chi guida il carro in quanto smentisce categoricamente le promesse elettorali fatte sul palco di Piazza San Giovanni. Ma prendere per il culo, purtroppo, è ancora facile in questo nostro paese. Oggi ci troviamo con un paese allo sbando sotto tutti gli aspetti, politici, ambientali, insomma nnà tragedia.

E quindi, noi come giornale cittadino, dovremmo secondo voi abituarci all’idea di vivere in un paese come questo? Non credo affatto, per nulla. Noi non ci rassegneremo mai a questo scempio che sta portando Sava a non farcela più riconoscere.

E non parliamo di quelli che vengono saltuariamente nel nostro paese in quanto lo vedono vecchio, stanco e malato. Credo fortemente che a Sava ci sono tante persone che amano questo giornale e le diverse manifestazioni d’affetto ricevute, dopo il sequestro della locandina dell’ultimo numero di viv@voce, fanno un immenso piacere e uno stimolo maggiore, se mai ce ne fosse bisogno poi, a proseguire su questa strada. Certo vedersi attaccati da viv@voce non edifica affatto, e questo è testimoniato dalle diverse querele in attesa di dibattimento davanti al Giudice, ma non abbiamo mai, dico mai, abbassato la testa sulle cose ingiuste, e lo erano alla grande, che hanno ferito mortalmente il nostro paese e su questo cito la disgraziata fine della Cantina di Sava. Credo che nella vita a tutto si paga un prezzo anche a dire la verità: ma non sempre può andare male. No. Finora davanti al giudice ci sono stato cinque volte e essere stato assolto tutte e cinque le volte è stata una gran bellissima soddisfazione. Oggi sono rimasti tre procedimenti penali, presso il Tribunale, contro questo giornale reo di essere schietto e senza peli sulla lingua. Ci difenderemo sempre ma vorrei ricordare anche che abbiamo fatto andare davanti al magistrato ben altri soggetti, soggetti che hanno già ricevuto accuse con capi di imputazione da grido: truffa, omissione d’atti d’ufficio, interessi privati in atti d’ufficio, sperpero del denaro pubblico, minacce, offese e  ingiurie, questo per dire che ad ogni azione è sempre una reazione pronta a controbattere il colpo iniziale e se bisogna confrontarsi su di un giornale può andare bene, e quindi noi ci stiamo ma quando sfoggiano la cattiveria, le ritorsioni, o meglio l’odio nei confronti del nostro giornale, allora lì non ci stiamo. Oggi dico questo, con un nodo alla gola: dopo le querele, le minacce e i proiettili, cosa ci dobbiamo aspettare?

Un’aggressione fisica?

Oppure il taglio delle gomme della propria auto?

O l’incendio della medesima?

O peggio ancora l’incendio della porta della propria abitazione, e quindi della redazione?

Noi siamo qui, vulnerabilissimi … e tranquillissimi ma, vorrei ricordare ai nostri cari e affettuosi lettori che se, per ipotesi assurda (solo assurda, ndr), dovessimo chiudere questo giornale non perdo solo io o i miei cari e affettuosi redattori ma perde tutto il paese, tutta quella Sava che ha trovato in questo giornale uno spiraglio di luce nel buio più totale.

Un giorno, quando non ci sarò più, le future generazioni savesi  parleranno di viv@voce...

                                                                                                                                                          Giovanni Caforio

 

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Marzo 2010 15:31