VIV@VOCE

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

Scuola Secondaria di Primo grado ”Papa Giovanni XXIII”

E-mail Stampa PDF

27 gennaio: “Giornata della memoria”

 

Quest’ anno ricorre il decimo anniversario dell’ istituzione della Giornata della Memoria, voluta dal nostro Paese per ricordare, nel giorno in cui i russi aprirono le porte  di Auschwitz ,tutte le vittime della Shoah. L’abbattimento di quel cancello , su cui beffardamente era scritto a caratteri cubitali “il lavoro rende  liberi”, rivelò al mondo intero una tragedia che aveva visto protagonisti involontari degli esseri umani, colpevoli solo di essere “ebrei”, “zingari”, “omosessuali”. Ad Auschwitz e in tutti gli altri campi di concentramento ,  in quegli anni l’ uomo ha dato il peggio di sé, è caduto in un vortice di follia che lo ha portato ad uccidere indiscriminatamente suoi simili e qualsiasi parola non riuscirebbe a descrivere l’ orrore , la sofferenza, lo sguardo perso ed impaurito delle donne, degli uomini e di quei bambini, pochi, che sono riusciti a sopravvivere all’ inferno. Per questo è fondamentale la “memoria”, non dimenticare ciò che è stato e insegnare ai giovani il valore del “ricordo”, perché il sacrificio di sei milioni di ebrei non sia vano e per far si che il loro grido di dolore non rimanga inascoltato.

La scuola Secondaria di Primo grado “Papa Giovanni XXIII”, non si è sottratta all’ invito di commemorare questo giorno e come ogni anno le classi lo hanno fatto con diverse iniziative: abbiamo visto dei film sull’ argomento, abbiamo discusso in classe e riflettuto su quell’ immane violenza a cui furono sottoposti ragazzi che avevano la stessa età dei nostri alunni, che avevano la stessa voglia di vivere, gli stessi sogni , le stesse speranze. Questi sono alcuni lavori realizzati dalle classi I B e III A della nostra scuola. I ragazzi della classe prima hanno ricercato le frasi più significative del diario di Anna Frank e hanno poi realizzato dei cartelloni con dei disegni e riportandoci le frasi; i ragazzi hanno desiderato che venissero pubblicate senza commento alcuno, perché tutti leggendole possano riflettere sul loro significato; ai ragazzi di terza è stato chiesto di riflettere su questo tema: “Anch’io ho tredici anni come Anna Frank”. Sono riflessioni semplici, ma che se lette nell’ ottica del significato di questa giornata acquisiscono un significato profondo che ci deve far gridare ad alta voce: “MAI PIU’!”

                                                                                  Laura Caraccio

 

 

 

 

 

 I ragazzi della Prima B

-------------------------------------------------------------------------------------------------

 

 

 

 

 

 I RAGAZZI DELLA III A

 

A volte mi è capitato di pensare che Anna Frank era molto giovane quando è stata deportata per la prima volta, aveva circa 13 anni, proprio come me. Di solito a quest’età si iniziano ad avere i sogni, gli ideali, le prime prospettive per il futuro e sono sicura che anche Anna ne avesse tante. Mi sconvolge quindi il fatto che tutto questo sia stato sfasciato dalla mente pazza dell’uomo che in quel periodo ha dato il peggio di sé, deportando e uccidendo senza pietà persone, a cominciare dai vecchi fino ai bambini della più tenera età, e con quale colpa ? Soltanto quella di professare una religione diversa.

Non riesco a capire dove fosse finito il concetto di umanità, dove fosse finito il cuore di quegli uomini che apparivano spietati e sanguinari, ma che sono sicura avessero anche loro una famiglia, dei bambini piccoli ai quali volevano bene. Come facevano, allora, a restare ciechi ed indifferenti alle mostruosità che commettevano, mi chiedo ? Forse non riuscirò mai a comprenderlo. Tornando alla storia di Anna credo che non sarei mai riuscita a sopportare tutto questo. Se solo penso che potrei esserci stata io al suo posto, che avrei potuto vedere tutti i miei sogni infranti, che avrei potuto essere stata separata dalla mia famiglia, dalla mia casa, dal mio paese, dalla mia vita di tutti i giorni, divento matta. Sono certa che tutti la pensino come me, quindi sono speranzosa perché questo non accada più.

 

Francesca  De Marzo   3° A

 

Anche io ho 13 anni come Anna Frank, era una ragazza ebrea che viveva con la sua famiglia. La mia vita è completamente diversa da quella sua, la mia è piena di divertimento, serenità e soprattutto si libertà mentre la sua era piena di paure,sofferenze ed era un continuo nascondersi dai tedeschi. Tutti le persone non  rivolgevano loro la parola e quasi non potevano fare la spesa, tutto questo solo perché erano ebrei!!!

La famiglia di Anna Frank ed altre furono deportate in campo di concentramento. Uomini, donne e bambini di tutte le età venivano messi a lavorare. Agli uomini tagliavano la barba e alle donne i capelli e dovevano indossare delle divise con sopra dei codici per riconoscerli. Molti bambini venivano uccisi perché erano denutriti e altri per via di malattie contagiose. Dormivano in luoghi bui,freddi e umidi senza niente per ripararsi dal  freddo. Io tuttora quando guardo i film in memoria di quelle persone non riesco a spiegarmi il perché di tutto questo solo perché erano ebrei alla fine erano sempre esseri umani come noi solo che non sono della  nostra stessa religione,modi di vivere diversi.

 

                                                                          Marta Lomartire  III A

 

 

                                                                                                          

Anch’io ho 13 anni come Anna Frank e la mia vita è molto diversa dalla sua. Lei soffriva per la guerra e si rilassava solo quando scriveva il suo diario, lei aveva sempre paura dei tedeschi perché se la trovavano la mandavano nei campi di concentramento e lì poi morire. Quando lei si nascondeva e scriveva il suo diario immaginava di parlare ad una amica e quando scriveva i problemi intorno a lei non c’ erano più. Ecco perché le nostre vite sono diverse io non ho questi problemi, io ho degli amici e non devo aver paura di praticare la religione che voglio.  Io penso che non avrei il coraggio di farlo e per fortuna noi non viviamo più in quel periodo di sofferenza e dolore.

                                                                                          

                                                                             Mario Catalano III A

 

 

Anch’io ho tredici anni come Anna Frank. La mia vita paragonata alla sua è tutt’altro. Certamente i problemi non mancano ma come in tutte le età bisogna cercare di risolverli. Le mie giornate però sono fatte anche di svago, di sport; sono quelle tipiche di un’adolescente. Sono libera e non mi sento minacciata da nessuno. Davanti a me ho un futuro da costruire e quindi sogni e desideri da realizzare. Anna doveva affrontare ogni giorno enormi difficoltà, non era libera e temeva per la propria vita. Penso che sentirsi perseguitati e in pericolo per ragioni razziali sia inaccettabile e possa portare alla disperazione perché davanti a sé l’uomo vede solo il buio.

                                                                                         

                                                                       Valeria De Santis III A

 

 

Anna Frank è una ragazza ebrea portata nel campo di concentramento dove lei morì. Anna era una ragazza come tutti noi, anche lei aveva dei sogni, desideri, paure, gioie e tutto questo non lo ha potuto realizzare, solo perchè lei era ebrea e quindi aveva un’altra religione.

Lei  vissuta  in un periodo e in un luogo dove gli ebrei erano molto discriminati. Adesso io vivo in un mondo dove le guerre ci sono ancora, ma non c’è discriminazione come prima, la differenza tra me e lei e che io sono cattolica e lei è ebrea e qualcuno ha deciso che gli ebrei erano una razza inferiore. Quanti ragazzi sono stati allontanati dalle loro case, dai genitori e portati a morire in luoghi orribili senza mangiare e al freddo. Questi ragazzi sono sopravvissuti per anni maltrattati,io penso che tutti loro vivevano per la libertà, perché volevano ritornare alla loro vita che gli era stata strappata via senza un perché.

                                                                                             

                                                                      Giulia Zaccaria  III A

 

 

Anche io ho 13 anni come Anna Frank e credo di essere molto fortunato quando penso a tutto quello che i nazisti hanno commesso nei confronti degli ebrei. Ancora oggi, anche se ci è stato spiegato da professori e anche parenti, io non riesco a comprendere il motivo che ha spinto tanto Hitler a provare così tanto odio verso gli ebrei per aver ordinato quella tragedia; perchè, sinceramente io non vedo un vero e proprio motivo per cui una persona debba disprezzare una fede estranea alla propria. Anna Frank era una ragazza ebra tedesca che ha passato il periodo di persecuzione degli ebrei da parte dei nazisti, in una specie di soffitta con la sua famiglia e scrivendo dei diari in cui scriveva considerazioni e pensieri sui giorni che stava vivendo. Oggi Anna Frank viene considerata uno dei più importanti simboli riguardanti la Shoah.

                                                                             Mattia Ludovico III A

 

Anch’io ho 13 anni come Anna Frank … è, anche se sono maschio penso che avevamo gli stessi sogni. La cosa che mi fa arrabbiare è che per “un malato mentale” la vita e i sogni di vari ragazzi/e tra cui Anna Frank, si sono spenti e non si sono potuti mai realizzare.

Quest’uomo ha spento la vita di tante persone per una distinzione di razza, cioè lui classificava i tedeschi come la razza perfetta, mentre gli ebrei, i nomadi e i down una razza impura, che non meritava di esistere. Il nome di quest’uomo senza cuore era Hitler.

La cosa strana è che lui era tedesco, ma anche ebreo di sangue. Io penso che Anna Frank, come tutti i ragazzi/e voleva avere dei figli, voleva sposarsi, divertirsi … come d’altronde io. Lei ha raccontato l’incubo della sua vita in un diario che il padre, quando fu liberato, ha pubblicato. Gli ebrei si nutrivano con una patata al giorno, diventando di giorno in giorno sempre più magri sino alla morte, infatti Anna Frank morì proprio per questo. Io ho la possibilità di vivere non vivere in quei periodi dolorosi e di godermi la vita fino alla fine. Io ammetto di non volermi mai trovare nei panni di un ebreo per nessun motivo. Ogni 27 Gennaio si ricorda ciò che accadde durante la seconda guerra mondiale per evitare che momenti come quello riavventano. Il nome di questa giornata è “memoria”. Noi quest’anno abbiamo vissuto a scuola, questa giornata, con la visione del film: ”Jonah che visse nella balena”.

                                                                            Lorenzo de Bari III A

 

 

Secondo me,  il periodo in cui ha vissuto Anna Frank è stato il più brutto di tutti. Lei ha vissuto una vita molto brutta, ha avuto molti sogni e secondo me sono molto diversi dai miei, io non vorrei mai essere vissuto in quell’epoca perché è molto brutta. A lei gli è stato strappato tutto quello che aveva, i suoi sogni e soprattutto la sua vita, l’hanno cattura e maltrattata. Quando penso a queste cose mi viene quasi da piangere e non immagino nemmeno cosa hanno potuto fare i tedeschi  agli ebrei, perché le nostre fonti sono state molto brutte e alcune volte quasi impossibili da descrivere.

Io spero che non accada più mai nulle del genere perché sono cose veramente terribili, attuate da un vero pazzo che ha distrutto la vita a milioni di ebrei e una di questi è stata una ragazza di tredici anni chiamata Anna Frank

                                                                     

                                                                                  Angelo Calò  III A

 

Anch’io ho tredici anni come Anna Frank, una ragazza della mia stessa età che venne deportata nel campo nel campo di concentramento di Bergen Belsen  perché lei era ebrea. Mentre i tedeschi cercavano per le città persone della sua stessa religione, lei si nascose in cantina portando con se la penna e il suo diario nel quale scriveva ogni giorno i suoi sentimenti e la sua paura che con il passare del cresceva sempre più. Io credo che ora come ora non sarei riuscita a sopravvivere in uno scantinato per giorni e per passare del tempo scrivere e consolarsi solo scrivendo un diario. I ragazzi di oggi sono davvero fortunati confronto ad Anna perché noi non ci troviamo in una paese in guerra,nelle persecuzioni e in scontri tra i vari stati ,ma tutt’altro,oggi in un certo senso regna la tranquillità nella maggior parte del mondo . Deve essere davvero brutto per un ragazzo di tredici anni ritrovarsi a vivere in una cantina solo perché soldati di altri paesi ti perseguitano per poi farti stare male e farti morire bruciato o addirittura di fame. Il dolore che Anna provava dentro era fortissimo secondo me, e questo di può capire leggendo il suo diario trovato nell’alloggio segreto dove si trovava . Anche se mancano alcune pagine leggendone solo anche due si può  si può comprendere come si sentiva e cosa provava in quei momenti di terrore. Eppure, nonostante tutto, lei scriveva:” …io continuo a credere nell’ intima bontà dell’uomo”

 

                                                                     Martina Decataldo   III A

 

 

Anch’io ho tredici anni come Anna Frank. La mia vita paragonata alla sua è tutt’altro. Certamente i problemi non mancano ma come in tutte le età bisogna cercare di risolverli. Le mie giornate però sono fatte anche di svago, di sport; sono quelle tipiche di un’adolescente. Sono libera e non mi sento minacciata da nessuno. Davanti a me ho un futuro da costruire e quindi sogni e desideri da realizzare. Anna doveva affrontare ogni giorno enormi difficoltà, non era libera e temeva per la propria vita. Penso che sentirsi perseguitati e in pericolo per ragioni razziali sia inaccettabile e possa portare alla disperazione perché davanti a sé l’uomo vede solo il buio.

                                                                                          

                                                                       Valeria De Santis III A

 

 

Anch’io ho tredici anni come Anna Frank e solo il pensiero di poter subire quello che ha subito lei mi spaventa tanto. Lei è stata un’eroina perché nonostante la giovane età è stata coraggiosa finché ha potuto e pochi al suo posto si sarebbero comportati come lei. La persecuzione verso le persone diverse per religione, cultura, colore della pelle secondo me è un muro che difficilmente si poteva e si può buttare giù, anche se oggi si sono fatti dei passi da gigante in questo campo,e questo lo dobbiamo anche alle persone come Anna Frank e a chi come lei si è sacrificata affinché ognuno fosse libero di credere in ciò che voleva. Dobbiamo prendere esempio dalle persone così profonde e pronte anche a morire per difendere la propria religione e la propria appartenenza.

                                                                                            

                                                                           Antonio Gennai III A

 

 

Anch’io ho tredici anni come Anna Frank,ma come lei ha vissuto l’adolescenza, non è stato di certo come la sto vivendo io. Perché quando si è trovata lei è stato proprio il periodo in cui si deportavano gli ebrei, e lei è morta nel campo di concentramento…dopo che l’hanno trovata nel suo nascondiglio in un appartamento. Nel 2010 tutto  è completamente diverso, per fortuna non ci sono più persecuzioni di ebrei..anche se ci sono continue guerre. Ora si è quasi del tutto liberi di fare ciò che si vuole, di andare dove si vuole…e dico “quasi del tutto” perché ci sono dei paesi in cui non si è neppure liberi di esprimere il proprio pensiero…paesi in cui le donne devono avere il volto coperto! La mia adolescenza è piena di soddisfazioni, da parte di tutti, dalla famiglia, dagli amici, dai parenti ecc, ed è questo che voglio, vivere la mia adolescenza liberamente e con delle soddisfazioni!

                                                                                        

                                                                         VALERIA MANCA 3^A

 

 

Io in questo breve testo confronterò la mia adolescenza con quella di Anna Frank. Io ho tantissimi vantaggi rispetto ad Anna Frank infatti in questo secolo non ci sono guerre, non ci sono persecuzioni, non ci sono malattie ma innanzitutto non ci sono razze. Lei ha dovuto vivere un’infanzia e un’adolescenza senza giochi e senza affetti perché insieme alla sua famiglia ha dovuto lottare contro le persecuzioni dei tedeschi che volevano eliminare  la razza ebrea e volevano un mondo migliore.  Lei fin da piccolissima ha visto morire persone grazie alle fucilazioni, alle persecuzioni a tante altre cose che da subito la resero infelice. Lei era costretta a vivere in luoghi senza spazio e ha dovuto lottare contro la morte.  Lei però non era pessimista e giorno per giorno scriveva le suo emozioni in un diario e anche lei aveva dei sogni che purtroppo sono stati infranti dai tedeschi e da quei maledettissimi campi di concentramento in cui viveva in pessime condizioni. Io invece ora sono privilegiato  perché non c’ è nessuno che mi perseguita e per fortuna posso ancora raggiungere i miei sogni e obbiettivi della vita. Io per finire dico che sicuramente se mi fossi trovato al posto di Anna non c’ è l’ avrei fatta come è riuscita lei.

                                                                                               

                                                                              Graziano Pizzi III A

 

 

Anna Frank una ragazza della mia stessa età  fu deportata in un campo di concentramento , e la sua unica “colpa” era quella di essere ebrea. Questa ragazza aveva un diario dove annotava tutti i suoi pensieri, i suoi timori, i suoi sentimenti ecc..  Il suo sogno era quello di diventare scrittrice ma la sua vita fu spezzata in età prematura nel campo di concentramento a causa di una malattia dovuta dalle condizioni di vita poco adatte e alla mancata nutrizione. La sua vita era completamente diversa dalla mia il primo motivo è il periodo storico nel quale è vissuta e poi lei era priva dall’ affetto degli amici e della loro compagnia in quanto doveva nascondersi per non essere catturata dai tedeschi. Ma  la sua sofferenza purtroppo non servì a molto in quanto la sua famiglia fu scoperta  e vennero deportati ; mentre io sono circondata dagli amici e da persone che mi stimano e non ho alcun motivo per nascondermi. Penso che dovremmo riflettere di più e apprezzare tutto ciò che abbiamo e non dare tutto per scontato. Non immagino come sarebbe stata la mia vita senza gli amici ,senza vivere “normalmente” , uscire  e tante altre cose……credo che sarei impazzita.

 

                                                                              Iaele Scaglioso  III A

 

 

Anna Frank era una ragazza di tredici anni proprio come me, lei insieme alla sua famiglia è stata costretta a vivere per un anno in una soffitta per non per non essere deportata come tutti gli ebrei in un campo di concentramento .Poi però loro furono scoperti e portati in uno dei tanti campi di concentramento. Lei qui dovette vivere divisa dalla sua famiglia,doveva lavorare al freddo e non aveva quasi niente da mangiare .Lei qui venne trattata come una schiava come tutti gli ebrei. Tra la mia e sua vita ci sono molte differenze: per cominciare nessuno può essere usato come schiavo.Poi io per mia fortuna posso vivere con tutta la mia famiglia al caldo e posso mangiare quello che voglio.

                                                                                      

                                                                       Michele Zaccaria III A

 

 

Anch’io ho tredici anni come Anna Frank e purtroppo non posso fare a meno di pensare alle differenze tra me e lei. La sua breve vita è trascorsa in tempi tragici dove valeva poco o nulla perché erano tempi di guerra, la sua esistenza è sempre stata appesa ad un filo infatti come gli altri ebrei non sapeva cosa sarebbe successo il giorno dopo. In effetti la tragica fine di quella ragazza era già scritta da un destino crudele. Pensare di non avere un futuro mi colpisce ancora di più perché mi fa notare le differenze delle nostre vite.

Noi abbiamo una vita privilegiata, tutto o quasi è programmato persino i divertimenti, tutto ruota intorno a noi, abbiamo garanzie quasi illimitate che ci consentono di crescere senza grandi problemi.

Anna Frank no, non aveva tutto questo e ben lo sapeva già alla sua giovane età perché doveva nascondersi per sfuggire alle persecuzioni.

Ha dovuto imparare subito le regole di sopravvivenza nei campi di concentramento che noi non conosciamo affatto.

E’ proprio paragonando le nostre due vite che mi viene in mente quanto poco siamo riconoscenti verso questa società che ci garantisce una vita serena e tranquilla. Eppure è sempre difficile capire gli stati d’animo di Anna Frank in quei lunghi anni di sofferenza e sarebbe comunque difficile dare delle risposte concrete.

 

                                                           PASQUALE SPAGNOLO  III A

 

 

Anna Frank è stata una ragazza che ha vissuto durante la persecuzione degli Ebrei da parte dei Nazisti, in un alloggio segreto ad Amsterdam per non essere deportata insieme alla sua famiglia in qualche campo di concentramento .

Durante questi anni,costretti a vivere in “segreto”, Anna scrisse un diario in cui raccontava i giorni che passava.

La vita in quel periodo,da quanto ho sentito,ho visto,mi hanno raccontato,ma anche da come posso immaginare, non doveva essere facile,non avevano tutti gli stessi diritti e doveri…agli Ebrei ad esempio venivano negati tutti i diritti ed erano solo costretti a lavorare e venivano sempre sottoposti a torture. Noi oggi viviamo in un Paese dove tutti i cittadini vengono trattati in ugual modo di fronte  alla legge e nessuno può essere schiavo di un altro e impedire ad un altro di  non avere diritti propri. Noi dobbiamo essere riconoscenti a tutte quelle persone che hanno sacrificato la loro vita o hanno fatto di tutto perché il nostro Paese potesse diventare un Paese giusto e dimenticare ciò che è successo negli anni in cui ha vissuto Anna Frank. Pensando a tutto ciò che successe in quel periodo, avendo visto diversi film riguardanti questo argomento mi rendo conto di essere davvero fortunata; fortunata perché io ho tutto, tutto ciò di cui ho bisogno: ho la possibilità di andare a scuola, di studiare, di passare del tempo con i miei amici e soprattutto ho la fortuna di poter vivere insieme alla mia famiglia. Tutto questo, negli anni tra il 1940 e il 1945, non era permesso. Le donne e gli uomini ebrei, nei lager vivevano separati e non avevano neanche la possibilità di incontrarsi.

Noi oggi viviamo nelle nostre case al caldo; nei campi di concentramento invece non era così, la gente era costretta a vivere in piccolo stanze e insieme a molte altre persone al freddo e con pochi vestiti. Solo pensando e immaginando la vita di tutte quelle persone,costrette a vivere in quel modo, non umano, con poca acqua, poco cibo…capisco come sono fortunata a vivere circondata da persone che mi vogliono bene e che farebbero di tutto per me.

 

                                                                             Enrica Caforio  III A

 

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 04 Marzo 2010 17:03