Una email che invita alla riflessione su due modi di riportare la notizia o meglio come raccontare i fatti ...
Caro direttore de “IL GIORNALE DI SAVA”, sign. Raffaele Casaburi, vi mando questa mia email che scaturisce dopo aver letto l’articolo su Via “XXV Aprile”, come l’avete ripetutamente chiamata voi sul vostro giornale, sà io credo che prima di fare un articolo su determinate Vie del paese, dovreste prima imparare i nomi corretti, e cioè come in questo caso “Via VENTUNO APRILE”, comunque visto che non si tratta del “Corriere della sera”, questo errore può essere anche passabile no?
Un bel giorno però vedi svanire tanti anni di duro lavoro, come se ti venissero a costruire un muro di cemento tanto da non farti piu’ lavorare, ecco con la chiusura di “Via VENTUNO APRILE” ormai per noi è successo questo, ci hanno chiuso l’unico sbocco che aveva la nostra clientela affinchè potesse raggiungere il Cimitero con più comodità, senza dover raggirare per 3 isolati, ci hanno chiuso Via Pola, insomma hanno fatto diventare Via Mascagni un “burio”. Ma non per questo sarei contrario all’apertura dell’attività commerciale che è citata dal suo articolo, anzi con enorme piacere abbiamo accolto quell’idea, da quando iniziarono i lavori di quell’immobile da anni abbandonato, non ci siamo mai permessi di intralciare nulla, così come stiamo facendo tutt’ora, niente denunce, niente esposti, tutti abbiamo una pancia e tutti abbiamo bisogno di riempirla, siamo fieri di saper stare nella società, di saper condividere con il vicinato tutti gli aspetti della vita quotidiana, purtroppo però la nostra amministrazione a quanto abbiamo potuto appurare non è di questo parere e pur di favorire qualcuno non esita a mandare in malora altri, in buona fede avevamo creduto che quella Via sarebbe diventata una strada a traffico limitato, magari dalle 20 di sera per tutta la notte, si sarebbe potuta anche montare una cassa armonica, ma la mattina si sarebbe smontata per poter aprire di nuovo la viabilità e dare la facoltà a tutti di poter lavorare, come vale per molti centri storici di varie città d’Italia. Qualche anno fa, sentendo l’intenzione di chiudere “Via VENTUNO APRILE”, io e mia moglie, rendendoci conto che questo sarebbe stato causa di rilevanti danni alla nostra attività commerciale, ci recammo al Comune di Sava dall’assessore ai Lavori Pubblici, all’epoca in carica il signor Pasquale Calasso, il quale con fermezza ci assicurò che non si sarebbe mai potuto dare il permesso per chiudere quella strada e che quel progetto non sarebbe mai stato approvato, cosa che poi col tempo si cominciò più a concretizzarsi, finchè sempre insieme a mia moglie ci recammo presso l’Ufficio Tecnico a colloquio con l’architetto Luigi De Marco il quale ci fece visionare la documentazione dove si chiedeva la realizzazione del progetto e che per il tale era stato dato parere favorevole dal Comando della Polizia Municipale, come citato anche nel vostro articolo, la quale realizzazione non avrebbe intralciato, ne danneggiato nessuno.
Ecco come vengono giudicate le persone garbate, oneste, contribuenti ligi, in questo paese, NESSUNO, noi che abbiamo un’attività da 20 anni, che non abbiamo mai creato problemi, noi che quando dovevamo esporre della merce nei giorni 30/31 ottobre e 1 novembre il periodo dei Santi e dei Defunti, abbiamo fatto domande, contro domande, versamenti alla SOGET, abbiamo dovuto aspettare la risposta del Sign. Comandante affinchè ci potesse autorizzare per soli 3 giorni a mettere fuori un pò di piante e fiori, dopo che ci eravamo impegnati a non arrecare danno alla circolazione o a terzi, noi che ora, da oltre un mese abbiamo fatto richiesta di avere uno spazio per il carico e scarico delle merci nelle vicinanze della nostra attività, ma niente, noi siamo NESSUNO e ci tocca andare a scaricare al Monumento, dopo che il camion dei fiori ha preventivamente pagato il biglietto per parcheggiare, visto che lo spazio per il carico e scarico esistente è sempre occupato da chi conta più di noi, nonostante non ha nulla da scaricare.
Bene caro direttore, vorrei solo dirle un’ultima cosa dopo che se avrà letto questa mia lunga lettera si sarà certamente annoiato, l’assessore e vicesindaco Bruno Ariano disse che quell’opera realizzata su “Via VENTUNO APRILE”, sarebbe stata una cosa bella per il paese, e che lui e il sindaco sarebbero stati tra i primi ad andarsi a sedere e consumare ciò di loro gradimento, noi forse, saremo costretti a trovarci un’altra sistemazione trasferendo questa attività in altra sede, infatti siamo già in trattativa con altri locali, ma i signori amministratori, come gli altri che ci avevano assicurato che la strada sarebbe rimasta transitabile, dovranno godersi la loro consumazione con un bel panorama, se noi trasferiremo il negozio di piante e fiori da Via Mascagni 7, il locale sarà adibito ad esposizione di casse funebri ed affini rimanendo illuminato a giorno, per tutta la notte, noi siamo in possesso di tutte le autorizzazioni possibili, quindi non ci resterà altro che trasferire i nostri cofani funebri, nonchè l’autofunebre, presso l’attuale negozio di Via Mascagni 7.
Dopo di che aspetteremo chi si permetterà di venirci a dare noie, che siano istituzioni o altro...che vengano….Vuol dire che smetteremo di essere brava gente, figli di brava gente, onesti e magari dopo che ci saremo cambiati i connotati anche noi potremmo contare qualcosa in più e spero che anche in quell’occasione lei ci metterà in prima pagina.
Cosimo Pichierri





