Singolarissima intervista al cane presente al comizio del … sindaco di Maggi del 29 Maggio
“A Sava non sono solo le
persone a vivere da cani”
Ed aggiunge: “Se mi arrestano? Meglio. Almeno ho una dimora!”
Come mai è un randagio?
Sia chiaro non per scelta, non mia almeno. Non ho casa e padroni, è così da sempre o almeno dal giorno in cui sono nato. Erano randagi i miei genitori, i miei zii e cugini. I miei nonni no, lo sono diventati in estate. I padroni di mia nonna andarono in vacanza senza lei e così si è ritrovata a non avere fissa dimora. D’altronde ora come ora non credo di trovare una famiglia pronta ad accogliermi, non vivo in un canile, non sono più un cucciolo da molti anni, sono troppo magro e spelacchiato. A questo punto dubito fortemente che qualcuno voglia accogliermi a casa sua. Non che non mi piacerebbe trovare dei padroni ma ormai tra alti e bassi mi sono abituato a questa vita anche perché non so se hai notato ma i randagi a Sava sono quasi più delle persone. Non mi manca certo la compagnia solo che con tutta questa concorrenza si rischia di mangiare poco.
Come fa a trovarsi con gli altri randagi?
Basta che mi guardi intorno. Anzi nei pressi delle scuole elementari è il nostro posto d’incontro anche se continua a sorprendermi il fatto che ci lascino scorazzare proprio lì, in mezzo a tutti quei bambini che potrebbero impaurirsi e scatenare una razione violenta da parte nostra.
Come ci sente ad essere un randagio?
Non è una bella situazione. In tutta questa faccenda, il randagio dovrebbe essere la parte lesa invece la gente ha paura di noi, neanche li volessimo mangiare. Ammetto che possiamo non avere un aspetto simpatico o rassicurante però abbiamo anche noi il diritto di esistere. Essere randagio è come per voi essere un senzatetto, siamo fantasmi senza diritti, invisibili alle amministrazioni. E’ come non esistere. Si soffre la fame, la sete. Se ti ferisci, e capita soprattutto in seguito alle liti con gli altri cani, il graffio sanguina per giorni e giorni, t’inibisce i movimenti, ti rovina il pelo e la gente ti vede ancora più brutto di quanto poi in realtà non sia.
Perchè a Sava siete tanti?
Non sarà mica per la mancanza di un canile municipale? Ma infondo forse sta esagerando se fossimo tanti come dice non crede che l’amministrazione avrebbe già preso dei provvedimenti.
Ha mai sentito parlare della petizione promossa da Mimmo Carrieri, giornalista di viv@voce, che nella veste di Responsabile provinciale del settore Ambiente ed Ecologia dell’Associazione C.P.A. di Taranto agli inizi del mese di Marzo e conclusasi il 31 dello stesso mese riguardo la costruzione di un canile comunale?
Sì ma pensavo fosse una specie di leggenda metropolitana, in quanto si era parlato di 1800 firme ma io non ho visto nessun cambiamento da parte di questa amministrazione.
Cosa vi spinge, alcune volte, ad aggredire le persone?
La fame ed il caldo. Inoltre purtroppo alcune malattie, quali la rabbia e l’idrofobia ci rendono estremamente aggressivi e pericolosi. Sono patologie letali per noi ma anche per gli uomini. L’abbandono e il degrado cambiano il nostro carattere in quanto, forse vedendoci con gli occhi iniettati di sangue mentre ci aggiriamo per le strade tra l’altro sconnesse di Sava non sembrerebbe, ma noi non siamo cattivi lo diventiamo. E poi con il sole di Luglio ci sentiamo impazzire, voi andate a mare ma noi rimaniamo accasciati sul marciapiede per ore ed ore subendo l’indifferenza di alcuni e la paura di altri ai quali d’altronde non si può neppure dar torto.
Quale sarebbe la migliore situazione per la vostra esistenza?
Un miracolo. In realtà basterebbe costruire quel benedetto canile municipale dove essere curati, lavati e nutriti e magari sperare in un’adozione. Certo, ridotti così nessuna persona sana di mente adotterebbe uno di noi. Finora non sono state fatte vere e proprie manovre a meno che non si contino alcune soluzioni-tampone come quella di sterilizzare i randagi. In quel modo se è vero che da un parte si ostacolava il dilagare del fenomeno del randagismo è pur vero che i vecchi randagi continuavano e continuano a vagare affamati e malati per le strade.
Ha assistito al comizio del sindaco del 29 Maggio: lei era quasi l’unico spettatore, se ne è accorto?
Certamente forse c’erano altre due o tre persone. I fatti sono andati così: si era sparsa la voce di questo comizio e così dopo tutte le critiche che il Sindaco aveva ricevuto mi sono detto che questa poteva essere l’occasione di riguadagnare qualche consenso e così sono andato in piazza. E’ vero che non amo la folla ma neanche la solitudine così me ne volevo andare. Poi però ho aspettato ancora qualche minuto sperando che parlasse del problema del randagismo. Non l’ha fatto. Mi sono accorto che il direttore del suo giornale mi stava fotografando e allora sono rimasto a fare qualche posa convinto che magari, se venivo bene e risultavo simpatico, ci scappava anche un’intervista per parlare di noi randagi savesi.
Quindi è andato al comizio con la speranza che si parlasse della costruzione del canile comunale?
Sì. Ma non c’era nessuno. Evidentemente la gente non condivide il mio ottimismo. Io credo che le cose possano cambiare ma solo se qualcuno s’impegna a creare ad agire. Se non si fa altro che parlare e per giunta davanti una piazza vuota non ha molto senso denunciare e fare petizioni.
A tre anni da questa amministrazione: cosa si aspettava?
Più che di cosa mi aspettavo si potrebbe parlare di cosa non mi aspettavo. Non credevo che l’amministrazione si dimostrasse così indifferente di fronte ai problemi dei cittadini. Non ero veramente convinto che la situazione cambiasse radicalmente e che tutto d’un tratto io mi ritrovassi in un canile tutto bello, lucidato e pronto a essere dato ad una famiglia ma non pensavo neanche che avrei dovute sopportare altre tre estati di questo genere (Taranto e provincia stanno diventando zone tropicali). Eppure io non sono uno di quelli che se non viene accontentato subito organizza una sommossa, anzi so aspettare perché ho rispetto dei tempi tecnici, del periodo di rodaggio solo che se il periodo di rodaggio dura quanto la stessa amministrazione è ovvio che comincio ad inquietarmi e a pensare vivamente cosa farò alle prossime votazioni. Beh io niente, dato che non ho il diritto di voto, ma chi lo può fare penso che avrà molti dubbi.
I giornalisti Lucia Jessica Iaia, Mimmo Carrieri e Giovanni Caforio sono stati denunciati dal sindaco Maggi... lo sa che forse verrà denunciato anche lei in quanto era l’unico cane che assisteva al comizio del primo cittadino savese?
In tal cosa voglio rimanere anonimo e non voglio neppure la mia foto. Io non sono giornalista e non voglio neppure diventarlo se rischio querele solo per avere cercato la verità. Di questi tempi se una persona ha la vocazione del giornalista conviene che si occupi di argomenti neutri. Ma se mi denunciano, finisco in carcere? Tanto io non posso permettermi un buon avvocato. In effetti, in mancanza di un canile o una dimora qualsiasi la prigione non mi dispiacerebbe affatto. Parlando seriamente però voglio dire che la faccenda delle denunce mi ha rattristato, mi domando se siamo in Cina o a Sava. Si discute tanto delle dittature ma si può ancora parlare di democrazia quando tre giornalisti vengono denunciati solo per aver voluto andare in fondo ad una faccenda triste come quella del cimitero comunale savese, degradato oltre ogni limite?





