Intervista a Bruno D’Oria, delegato nazionale all’Assemblea del Partito Democratico
“Maggi va facendo il suo tempo,
si prepari l’alternativa”
E aggiunge: “Ivano Decataldo, con responsabilità rassegni le dimissioni”
Centrosinistra a Sava: ultimo gong a settembre?
Per intanto godiamoci il sole; le perturbazioni, se arriveranno, spiegheranno il loro effetto. Speriamo con il minor danno possibile.
Comizio dell’Amministrazione comunale, scarsa partecipazione: quale significato attribuire?
È un mezzo di comunicazione ormai superato.
Bilancio comunale approvato all’ultimo minuto…
Meglio tardi che mai.
Finanziamenti Pip per due milioni di euri persi; chi sono gli asini?
Non mettiamo il carro innanzi ai buoi; non credo che quel finanziamento sia andato perso. Per gli asini, cerchiamo di non offenderli.
Intanto, però, il Comune ha speso, per i tecnici incaricati, 66 mila euri; di chi le responsabilità?
Ci sono responsabilità tecniche e responsabilità politiche; delle prime l’Amministrazione deve farsene carico, per le seconde, l’Assessore delegato deve trarre le conseguenze istituzionali-amministrative e non può ovattarle con una missiva di accuse ai funzionari.
Registriamo l’opinione diffusa che questa Amministrazione è lontana dai problemi del paese e che sia carente di amministratori dalle giuste potenzialità: qual è la sua opinione?
Cercherò di dare una risposta globale su tutta la tematica amministrativa da dirigente politico che ha scelto, con convinzione, la militanza nel Pd: registro una carente azione amministrativa; credo che le cause siano varie, tra queste, l’assenza di coordinamento, l’inadeguatezza di qualche assessore al ruolo ricoperto, il sostanziale deficit di cultura non solo amministrativa. Così, diventa difficile dare risposte concrete ai problemi; credo, però, che questa Amministrazione possa ancora dare a questo paese, investendo subito le risorse economiche che pur ci sono, aprendosi ai contributi di tutto il Consiglio comunale e della stampa con parte della quale occorre mettere fine alla assurda guerra che nessuno vincerà. Occorre la convinzione che il “problema Sava” travalica gli interessi di parte; necessita una tregua politico-amministrativa da una parte ed una corretta informazione dall’altra, il tutto nel rispetto dei ruoli; agli “estremisti”di ogni parte, ricordo che nessuna risicata maggioranza di schieramento, centrodestra o centrosinistra, potrebbe far uscire il paese dalle secche in cui si trova. Non bastano i numeri per governare ma certamente, come da Viv@voce evidenziato, ci vogliono amministratori che devono saper amministrare e non solo “apparire”; la stampa, a sua volta, deve capire che il diritto-dovere alla libera informazione contrasta con il truculento linguaggio su “pescecani e volponi”, con titoli redazionali ad effetto perverso, con il giustizialismo da Travaglio; difenda, la stampa, il suo ruolo di stimolo continuo, di fustigatore delle inefficienze amministrative ma non si trasformi nel “partito comunque contro”.
Cimitero comunale, ufficio contenzioso, gara parcheggi pubblici, invaso e inquinamento ambientale, peculato, ipotesi di reati al centro di indagini giudiziarie: c’è una questione morale?
Non mi appassiono a pseudo fatti che sarebbero oggetto di indagini giudiziarie; se ci sono e fino alla conclusione di esse per me non esistono questioni di qualsivoglia natura.
Amministrazione e Pd: perché si è chiesta la “testa” del giovane assessore Ivano Decataldo?
Nessuno chiede “teste” ma comportamenti politici adeguati: nel caso specifico la maggioranza del gruppo consiliare Pd ha ritenuto di prendere atto della disattesa delle motivazioni a base dell’indicazione, all’unanimità, di Ivano Decataldo ad assessore e ne ha chiesto le dimissioni; si è perciò creata una situazione di non ritorno della quale, sono certo, sia Ivano che il Sindaco si sono resi conto; si attende quindi dall’assessore un atto di responsabilità che non metta il Sindaco in condizione di revocargli la nomina.
Il Pd a Sava: a quando una sua identità?
Credo che il Pd, a Sava forse più di altre parti, l’identità l’abbia definita; è un partito di governo che si sforza di mantenere l’impegno della governabilità; che non ha esitato a sacrificare la sua rappresentanza in Giunta per ampliare la gestione amministrativa con le forze che condividono l’impegno. Ci sono evidentemente problematiche organizzative non ancora risolte e per le quali, spero, il preannunciato Congresso potrà essere un momento di chiarezza, di valutazione e valorizzazione di personalità culturalmente e politicamente valide e credibili, di indispensabile sintesi tra esperienze vissute ed emergenti volontà d’impegno propedeutiche alla preparazione di una classe amministratrice più adeguata e concreta. Non sarà facile ed è il momento in cui le intelligenze di buona volontà non scelgano l’Aventino ma si facciano sentire. Maggi va facendo il suo tempo ed incombe la preparazione dell’alternativa.
Giovanni Caforio





