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Quotidiano

MA L'ASL TA/7 SA' CHE ESISTE UN SUO AMBULATORIO MEDICO-SANITARIO A SAVA?

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  Continua il calvario delle vaccinazioni periodiche

 

Settembre: è sempre un calvario ogni qual volta che le mamme savesi devono portare i loro figli per le vaccinazioni obbligatorie

Code lunghe fuori dall’ambulatorio di Via dello Schiavo testimoniano la continua ripetizione di ogni anno di un rituale vergognoso: ore di attesa sul marciapiede (quasi quattro ore, ndr), tempo snervante con code umane in attesa della fatidica entrata e con il serio rischio, come d’altronde è avvenuto in questi giorni, di trovarsi sotto un acquazzone senza poter trovare posto all’interno dell’ambulatorio, poco capiente. Tanti bambini, tante mamme con le loro carrozzine aspettano con ansia i due unici giorni designati alle vaccinazioni, ovvero il lunedì e il venerdì. Molte mamme hanno voluto, tramite il nostro giornale, mandare un messaggio di protesta ai dirigenti dell’ASL Ta/7 per comunicare all’istituzione sanitaria manduriana il proprio disappunto. In questa nota hanno voluto anche ricordare, a chi amministra il nostro paese, di non essersi impegnato abbastanza e di non aver messo in evidenza all’ASL Ta/7 di Manduria questa situazione rincresciosa che si ripete, immancabilmente, ogni anno.

Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Settembre 2010 02:07
 

Calici di stelle 2010: una nota ...

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Calici di stelle 2010. Una nota …

 

Nei giorni scorsi era arrivata notizia al nostro giornale di un esposto presentato alla Procura della Repubblica di Taranto avente come oggetto “Calici di stelle”. La fonte della notizia era alquanto diretta e nel comunicarmi l’esposto fatto c’è stata un pò di confusione, diciamo che è colpa mia (come al solito, ndr), e quindi detto in breve l’esposto non è stato presentato alla Procura della Repubblica ma bensì direttamente al Comando della Stazione dei Carabinieri di Sava. L’oggetto di questo esposto era il perché le sedie collocate in Piazza San Giovanni erano tutte riservate in quanto trattasi di Piazza pubblica. Quindi era questa la materia dell’esposto presentato ai Carabinieri di Sava. Mi scuso, se colpe ho, del rincrescioso fatto.

 

Giovanni Caforio, direttore di viv@voce


 

Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Settembre 2010 02:28
 

VIA LAGO DI NOCITA: QUANTE COSE "STRANE"!

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Dal dirigente dell’Ufficio Tecnico comunale riceviamo e volentieri pubblichiamo


“Certo non si può sottacere che c’è tanto da fare per accrescere nella cultura locale nell’intero territorio la presa di coscienza, la sensibilità e il senso civico”

 

Risposta ai dubbi sollevati da alcuni residenti di Via Lago di Nocita

 

Al Direttore di VIV@VOCE

 

Oggetto: Lettera dei residenti di via Lago di Nocita –Risposta Responsabile dell’UTC.

 

In riferimento a quanto apparso in data 15/07/2010 sul n°12 di “Viva Voce”, dopo aver verificato gli atti presso l’ufficio Tecnico e previo sopralluogo congiunto al Comando di Polizia Municipale effettuato in data 22/07/2010, si riferisce quanto appresso: innanzitutto c’è da dire che i  lavori eseguiti sono conformi al Permesso rilasciato.

Il sottoscritto ritiene che la strada extra urbana denominata Via Lago di Nocita abbia  una larghezza adeguata alla mole di traffico dei residenti e comunque al momento non è previsto alcun allargamento giustificato da esigenze particolari.

La zona rientra negli ambiti territoriali estesi del vigente P.U.T.T. (Piano Paesaggistico Regionale) e  ha ottenuto il parere favorevole dalla Regione Puglia che non ha dato  particolari prescrizioni riguardo i resti del muro a secco andato distrutto. L’interessato, titolare dell’area privata oggetto d’intervento, ha ceduto una fascia di proprietà di circa 50 cm  per tutta la lunghezza della recinzione prospiciente via Lago di  Nocita.

Le foto riportate nel vostro articolo  non evidenziano che la strada in realtà non è rettilinea ma è una spezzata non  lineare e dritta; infatti la strada ha un andamento irregolare dovuto alla discrezionalità con le quali i singoli proprietari hanno recintato i lotti di loro  proprietà.

 

In realtà non si tratta di una nuova  zona dell’abitato come riportato nella lettera/esposto dei residenti, ma di un piccolo  nucleo di case sparse  sorto spontaneamente (facente parte di una lottizzazione non autorizzata  probabilmente   regolarizzate con il condono) ma  che non è stato  perimetrato per il recupero “urbanistico” degli insediamenti abusivi ai sensi della Legge 47/85 e LR n°26/85  .

Pertanto questo Ufficio ritiene  la  mole e tipologia di traffico veicolare gravante sul tratto di strada  compatibile con i carichi  urbanistici (numero di residenti nella zona) che sono tipicamente rurali e non urbani.

Allo stato attuale risulta che i muri a secco, che per cultura popolare purtroppo  fanno posto spesso a muri in tufi nostrani (meno costosi) dovrebbero invece essere tutelati come  beni diffusi del paesaggio agricolo. In realtà, pur essendo beni importanti del paesaggio,  non essendo ancora vigente il nuovo Piano Paesaggistico Regionale e il Piano di tutela specifico del paesaggio nella pianificazione e riqualificazione comunale al momento non sono beni vincolati.

Oggi gli stessi possono essere oggetto di tutela grazie alla sensibilità culturale dei privati cittadini se  prendono coscienza dell’importanza di tali beni diffusi (tratturi, muretti a secco, pagliai, trulli, ecc.)  senza parlare delle coltivazioni, per salvaguardarli, recuperarli e farli diventare segno distintivo della Terra d’Otranto e  del paesaggio salentino unico e irripetibile .

Certamente nel redigendo PUG, ancora nella fase di avvio, saranno oggetto specifico di regolamentazione ai fini della  salvaguardia e protezione tutti i beni diffusi.

Certo non si può sottacere che c’è tanto da fare per accrescere nella cultura locale  nell’intero territorio la presa di coscienza, la sensibilità e il senso civico di chi coltiva, trasforma, usa e abita il territorio rurale ma con questo entreremmo in altri ragionamenti che esulano del contenuto dell’esposto ma sui quali sarebbe tempo di riflettere.

 

28/07/2010

Il Responsabile dell’Area

Urbanistica e Edilizia Privata

(Arch. Luigi De Marco)

 

 

Risposta al dirigente dell’UTC di

Sava sul tema “Via lago di Nocita”

 

 

Gentilissimo arch. Luigi Demarco, intanto la ringrazio per la risposta celere data al nostro giornale in virtù del problema evidenziato dal nostro giornale per mandato di alcuni residenti di Via lago di Nocita. Personalmente la ringrazio a differenza del primo cittadino e del comandante dei vigili urbani che non amano rispondere alle lettere che invia questo giornale (infatti sono stati tutti e due denunciati alla Procura della Repubblica in virtù della legge 241/90, ndr) ma questo, gentile architetto non scoraggia questo giornale. Tutt’altro, questo dimostra da chi siamo governati, e su tutto da chi è preposto al rispetto delle regole della nostra democrazia. Andiamo al dunque, o meglio al problema “Via lago di Nocita”. Io non so se lei è andato a dare uno sguardo a questa via, non lo so, ma mi piacerebbe sapere solo alcune sue considerazioni, le mie gliele esprimo subito:

1)       Non fa rabbia per i residenti che abitano in fondo alla strada vedere che la strada inizia con sette metri e finisce con 5 metri e facendo correre il serio rischio che diventi a senso unico?

2)       Sapere che loro, i residenti, hanno lasciato circa due metri del loro terreno per far sì che la strada fosse più comoda e praticabile?

3)       Non fa rabbia sapere che, ad esempio, fra dieci anni, i nuovi savesi diranno “Come cacchio hanno fatto a rilasciare la concessione edilizia per questa muraglia visto che non possono neanche incrociarsi nemmeno due auto?”

4)       Come si fa, caro architetto a concepire che una zona nuova del paese, e infatti quella lo è, debba essere “struppiata” da chi non capisce cosa è il bene comune?

5)       Ma il suo Ufficio, non me voglia più di tanto, questo lo ha visto?

6)       E’ sicuro che sono stati controllati i classici, e miseri, cm. 50 lasciati dalla proprietà per la strada? E’ sicuro, caro architetto?

Guardi le foto di lato fatte dai residenti prima della costruzione della muraglia. Le guardi bene!

7)       Come si fa a non capire che si hanno migliaia di metri quadrati a disposizione e poi non si vuole capire che attenendosi alla concessione edilizia (!!!) si penalizzano i residenti che abitano in fondo alla strada?

8)       Un’altra domanda, e non di poco conto questa: poteva firmare il progetto il Presidente del Consiglio savese, geom. Giuseppe Brigante, non era incompatibile con la sua carica istituzionale?

Quante cose che non vanno caro architetto in questa concessione edilizia, e quei residenti di Via lago di Nocita che sono venuti al nostro giornale non hanno tutti I torti a dire che la cosa non finisce sulle pagine di viv@voce ma ben sì in altre sedi, ben più titolate.

Ultimo aggiornamento Sabato 28 Agosto 2010 18:30
 

MAURIZIO BUCCOLIERO, MORIRE PER ALTRUISMO. I COMMENTI DEI SAVESI SU FACEBOOK

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Un lettore di Viv@voce lamenta ciò che ritiene un atto d’indifferenza da parte del Comune nei confronti della tragedia che ha colpito la famiglia Buccoliero per la perdita del suo caro Maurizio

 “Meritava di essere ricordato per

il gesto eroico che lo ha portato

 alla morte”

Dopo la tragica scomparsa di Maurizio Buccoliero i savesi chiedono che venga ricordato

La notte del 5 Agosto la città di Sava è stata colpita da un grave lutto, da una perdita incolmabile alla quale poca rilevanza è stata data dalle istituzioni cittadine. Sull’autostrada A14 Bologna-Taranto al chilometro 151 sud, tra i caselli di Cattolica e Pesaro, Maurizio Buccoliero ha perso la vita falciato da una macchina dopo essere sceso dal suo tir per accertare le condizioni di un’autista dopo un brutto tamponamento. Un cittadino di Sava, Santino Cordasco ha scritto alla redazione per denunciare un ennesimo atto d’indifferenza nei confronti di un compaesano, un ex- collega, un amico. Ha scritto come Maurizio sia stato ricordato da un manifesto funebre dalla gente anche di altri paesi ma non in maniera più istituzionale perché se è pur vero che Sava non si può fermare per ogni dolorosa perdita è anche vero che purtroppo questa vicenda è diversa dalle altre in quanto come ricorda Cordasco: “Meritava di essere ricordato anche dalle istituzioni locali per il gesto eroico che lo ha portato alla morte”.

Infatti è stato un atto di solidarietà e civiltà a costare la vita a quest’uomo ancora giovane. Dopo un tamponamento con una macchina e un altro tir, il collega Giuseppe Romano Petrucci era sceso dal suo autoarticolato per sincerarsi delle condizioni dell’autista morendo investito da una vettura che correva a folle velocità. A sua volta Buccoliero era sceso per aiutare l’amico senza sapere che lo attendeva lo stesso tragico epilogo. E’ stato vittima del gioco insensato delle corse in auto, di chi crede che l’autostrada sia un circuito di automobilismo, di chi è troppo preso a guardar le lancette di un orologio piuttosto che due lavoratori scesi dai loro camion per aiutare un uomo in difficoltà, per sostenersi a vicenda e morire nella stessa maniera …da eroi. Continua Cordasco: “Era membro di questa società. Meritava un giorno di lutto cittadino che sicuramente la comunità savese sarebbe stata fiera di dargli come avvenuto in tempi remoti. Ma a Maurizio ciò è stato negato perché cittadino comune”.  Quando e perché si decreta un lutto cittadino? Spesso avviene quando una persona con la sua  fama ha portato lustro alla sua città di origine ma in ogni caso è una decisione che spetta al Consiglio comunale che in questa occasione ha scelto di ignorare la vicenda. Abbiamo appurato, anche dalle cronache recenti, come la scomparsa di un uomo che in qualche modo ha lavorato nel mondo dello spettacolo ha goduto di  grande considerazione la stessa che difficilmente viene concessa ad un onesto lavoratore che muore per un gesto di civiltà. Siamo desensibilizzati dalla televisione che ci mostra immagini d’indifferenza tra le persone; quasi ogni giorno leggiamo articoli che hanno come protagonisti le vittime della strada e a volte si dimentica addirittura che l’omissione di soccorso è un reato e come tale punito severamente dalla legge.

 

Ai giorni nostri dopo un tamponamento è raro fermarsi, figurarsi in autostrada sapendo che gli automobilisti violano il codice stradale con molta leggerezza.  Certamente Maurizio Buccoliero non sapeva che un’autovettura lo avrebbe scaraventato in un’altra corsia o più probabilmente era talmente tanto occupato ad aiutare un collega da dimenticarsi addirittura di se stesso. Il nostro lettore ha espresso il suo desiderio ma anche senza ricorrere necessariamente alla giornata di lutto cittadino, che comunque non sarebbe sembrata inopportuna, sarebbe stato conveniente ricordarlo magari proprio durante la manifestazione enogastronomia, Calici di stelle tenutasi la sera del 10 Agosto. A tal proposito Cordasco sottolinea come: “A chi ha organizzato la sagra del vino vanno elogi e ringraziamenti mentre la decisione giusta sarebbe stata quella di dedicare la serata a Maurizio ed ai suoi familiari”. Anche un minuto di silenzio per commemorarlo sarebbe apparso un piccolo gesto di solidarietà ed invece nulla di ciò è stato fatto. Questa insensibilità rende ogni giorno più profondo il divario tra la gente comune e l’amministrazione rendendo evidente l’impossibilità di comunicare mentre si fa strada l’opprimente pensiero che chi comanda poco ha a cuore la sorte di un camionista. Ormai siamo dominati dalla forma più che dalla sostanza, l’ossessione dei nostri tempi è l’immagine, tutti sono troppo concentrati a sognare grandi imprese o la fama per prestare rispetto ad un uomo come noi. Per quale motivo un autotrasportatore, un camionista non ha diritto ad essere ricordato come un eroe, a monito perpetuo verso chi ha perso ogni dignità e rispetto per il mondo dei noi altri.

Eppure basta leggere la pagina di facebook del nostro giornale (in cui riportiamo integralmente tutti gli interventi nella pagina di lato, il nostro giornale lo vuole ricordare così, così come lo hanno ricordato tutti i commenti arrivati su facebook, ndr) per capire che quest’uomo era amato e allora perché non è stata organizzata una manifestazione in suo ricordo? Sembra triste e brutale a dirsi ma ciò è avvenuto perché era un semplice autotrasportatore. Colui che svolge un lavoro comune e conduce una vita serena non interessa  alle istituzioni, alle televisioni che già è tanto se mandano un servizio laconico su una rete regionale.

Forse il problema è stato questo ma un’idea ancora più inquietante affiora ovvero che ormai non riusciamo a lodare un atto di pura solidarietà neppure se lo abbiamo sotto gli occhi o peggio ancora non consideriamo rischiare la propria vita per quello di un altro un atto d’eroismo e, nel profondo dell’anima, pensiamo che noi non avremmo agito in quella maniera, forse presagi che tanto non avremmo ricavato nulla, neppure una commemorazione. Nessuno esige in maniera autoritaria un gesto di civiltà ma fa sentire ancora più soli il sospetto di essere ignorati.

Se il Consiglio comunale è eletto dal popolo affinché curi i suoi interessi come mai appare così distante dalla nostra quotidianità? Tra il popolo e chi lavora non c’è comunicazione, ognuno è invisibile all’altro, due mondi contrapposti e incapaci di comunicare. In ogni caso ognuno di noi è libero di ricordare un amico nel migliore dei modi a prescindere da cosa il Comune decida di fare o non fare.

 

                    Manuela Corrado

 

 

Ecco alcuni commenti su facebook appena

 

il nostro giornale ha messo sulla sua

 

bacheca il manifesto dedicato a Maurizio

 

Buccoliero

 

 

Mimma Fabbiano

Il Paese dovrebbe essere orgoglioso di aver cresciuto questi figli! Avremmo voluto conoscerlo questo figlio di Sava, così altruista e coraggioso!

 

Nicoletta Cavallo

MAURIZIO... un altro angelo volato in cielo. E’ così che si dice no? Peccato che non ci sono parole per colmare il vuoto e la tristezza nei suoi cari e nelle persone che lo hanno conosciuto.

 

Luigi Stani

Bisogna ricordare la gente con dei valori e di certi livelli. Muore sempre la gente brava, l’erba cattiva non muore mai

 

Nicoletta Cavallo

E’ VERO ... MALVIVENTI... STUPRATORI ... PEDOFILI ... C’E’ L’IMBARAZZO DELLA SCELTA X IL NOSTRO DIO... E ALLORA MI CHIEDO PERCHE’ NON FARE PULIZIA? E LASCIARE VIVERE LA BRAVA GENTE, FORSE SARO’ UN PO’ CATTIVA NEL DIRE QUESTO MA E’ QUELLO CHE PENSO.

 

Eleonora Ricciardi

UN CALOROSO ABBRACCIO A TUTTI I FAMILIARI “COPPOLA”

 

Mimma Fabbiano

Si dice che le migliori persone sono quelle che il Signore chiama a sè prima perchè ANGELI che hanno già espiato le loro colpe. Questo il motivo per cui in Terra permangono le persone peggiori.

Sicuramente Maurizio aveva le carte in regola per essere al cospetto di Dio prima di tanti altri.

Certo, è una magra consolazione per i familiari!

 

Angelo Calò

Ciao Maurì!...

 

Meleleo Maria Angela

Un saluto e un abbraccio affettuoso alla moglie e ai suoi 2 bimbi ... vivi x loro.

Antonella Lomartire

E’ vero, penso che la forza dei familiari la debbano trovare proprio nei bimbi ormai orfani di un bravo papà e che sentiranno sempre la sua mancanza.

 

Alfredo Giannuzzo

Solo chi a subito una tragedia simile sa cosa vuol dire perdere una persona cosi tragicamente, non ci sono parole per descrivere il dolore che provoca. Ciao Maurizio che Dio ti dia due ali per poter volare sulla vita dei tuoi due bambini.

 

Sonia Mezzolla

Frà poche ore gli daremo l’ultimo saluto ... ma veglierà sempre i suoi piccoli!

 

Ely Briganti

Non lo conosco ma queste notizie sono sempre un grande dolore, per chi non c’è più ma anche per chi rimane, i suoi bambini e la moglie che in un attimo gli è cambiata la vita.

 

Mimma Fabbiano

Se notate, anche il cielo sembra essersi rattristato ... vi sembra forse una giornata che dovrebbe essere tra le più calde dell’anno?

 

Laura Caraccio

Con Maurizio eravamo amici da bambini ... quante estati abbiamo passato insieme nella spensieratezza della nostra età! Era un ragazzino simpaticissimo e dolcissimo, amico di tutti. Ci siamo rivisti alcuni anni fa ed è stato bello ritrovarci ormai adulti, ma sempre con una grande carica di simpatia.

La notizia delle sua morte mi ha lasciata senza parole ... sono momenti che ti segnano per sempre e sono vicina alla sua famiglia, ai suoi bambini che dovranno vivere per sempre senza il loro papà. Vorrei trovare una giustificazione a tutto questo, ma evidentemente non ce ne sono. Ciao Maurizio.

 

Vincenzo Melle

Che Dio illumini il grande Maurizio nel cielo e dia tanto coraggio alla sua famiglia ad affrontare un dolore così grande

 

Red Lion

Un Angelo è volato via ... è in cielo con il Signore e con gli altri Angeli, forse ci viene a vegliare di notte, ma senza ombra di dubbio andrà a vegliare la sua famiglia ... Ovunque sia, ci interessa farle sapere che resterà vivo nei nostri cuori per sempre. Ciao Maurizio.

 

Gianni Caforio

CIAO MAURIZIO! DA LASSU’ PROTEGGI I TUOI BIMBI E DA LA FORZA  ALLA  TUA  FAMIGLIA  DI  ANDARE  AVANTI ED  ESSERE ORGOGLIOSI DI TE! CIAO!

 

Mauro Cerfeda

Nella tua vita hai lasciato segni tangibili del tuo essere Maurizio, nell’amicizia, nel lavoro, nel tirar su una famiglia. Ora da lassù fai in modo che chi ti ha conosciuto ti possa ricordare per sempre. Aiuta i tuoi piccoli e la loro mamma a tenere vivo il tuo ricordo. Ciao Maurizio.

 

Maurizio Giumentaro

Un ultimo saluto a Maurizio compagno di molti viaggi fatti quando ero anch’io un autotrasportatore. E un saluto ad un amico d’infanzia perso prematuramente. Ciao Maurizio.

 

 

 

Ultimo aggiornamento Domenica 29 Agosto 2010 04:11
 

"TUSKAT ARMON INK", nuovo centro tattoo a Sava

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Aperta una nuova singolare attività nel nostro paese in Piazza Padre Pio

Quando il tatuaggio è “emozione”.

 Scopriamo il nuovo centro tattoo

 “Tuskat Armon Ink” a Sava

Confesso che entrare in un centro di tatuaggi è stata davvero una bella emozione. Oggi siamo andati ad intervistare Dario Buccoliero e Claudia Malorgio, una coppia di fidanzati che da circa una settimana hanno aperto il loro centro di tatuaggi in Via Nazario Sauro, n°20, nei pressi di Piazza Padre Pio a Sava. Ad aspettarmi non c’è stata la persona che nell’immaginario comune rappresenta il tatuatore per eccellenza, ovvero un omone pieno di tatuaggi e piercing ma due ragazzi disponibili, intelligenti e molto simpatici a cui abbiamo chiesto alcune cose.

 

Salve ragazzi, prima domanda: quando è nata questa passione per i tatuaggi?

Diciamo che la scintilla è scoccata nel momento in cui abbiamo fatto il nostro primo tatuaggio, in quel momento abbiamo avuto una carica di adrenalina che ci ha coinvolto. Ci siamo guardati e abbiamo pensato che fare il tatuatore fosse un lavoro meraviglioso.

 

Perché avete aperto un centro tattoo proprio in un piccolo paese come Sava dove la cultura dei tattoo non è ancora radicata perfettamente?

Non ci crederai ma per noi è una sfida, perché sappiamo benissimo che nei piccoli paesi non c’è molta cultura su questo campo, però noi vorremmo far conoscere quest’arte che esiste da molti secoli. Sappiamo che molte persone di una certa età non vedono di buon occhio il tatuaggio, ma ci piacerebbe scambiare con loro alcune parole e mostrarli le nostre emozioni.

 

Quale consigli date ad un ragazzo che viene nel vostro centro per farsi un tatuaggio?

Solitamente noi prima di svolgere il lavoro cerchiamo di parlare con il ragazzo, capire le sue sensazioni, le sue paure, le sue emozioni. Chi viene a fare un tatuaggio sa perfettamente cosa vuole, perché spesso lo si fa per ricordare un qualcosa, una persona che non c’è più e tant’altro. A volte incontriamo ragazzi indecisi che sfogliamo le varie pagine dei tatuaggi predefiniti ed in poco tempo hanno già cambiato la loro scelta. In quel caso cerchiamo di fare capire al ragazzo in questione che la scelta di un tatuaggio è importante.

 

Avete parlato di emozioni, cosa volete dire esattamente?

E’ uno scambio di emozioni tra noi che svolgiamo il lavoro e la persona che è stesa sul lettino. Sia loro che noi riceviamo e doniamo le nostre emozioni in quel momento e posso assicurare che è una cosa bella e positiva.

 

Molti non sanno che per fare questo lavoro è necessario studiare e frequentare corsi specializzati vero?

Assolutamente si, è importantissimo studiare e frequentarsi corsi specializzati. Non bisogna lavorare abusivamente a casa perché si rischia di creare danni non solo a noi stessi ma anche alla persona che si sta tatuando. Noi abbiamo frequentato dei corsi specializzati che ci hanno fatto capire molte cose perché spesso non ci rendiamo conto di molti particolare. La cosa più importante è l’igiene, la cura degli strumenti, in questo caso si cerca di salvaguardare la vita degli altri.

 

Ai vostri clienti fate compilare qualcosa prima di iniziare il lavoro?

Certamente, facciamo compilare una scheda in cui i soggetti devono scrivere se hanno delle patologie, malattie, problemi di altro genere. E’ la prima fase del nostro lavoro, perché al primo posto c’è sempre la salute della persona.

 

In questa prima settimana di vita del vostro centro, quali sono stati i tatuaggi più diffusi?

Non ci sono stati tatuaggi particolari, in molti ci chiedono i tribali che sono quelli che vanno per la maggiore.

 

Ed il punto più diffuso?

Solitamente braccia e gambe, in particolare polpacci e avambracci. A volte durante la fase informativa chiediamo anche il tipo di lavoro che svolgono perché sappiamo che in alcuni lavori (forze armate in particolare) i tatuaggi purtroppo non possono essere mostrati in pubblico.

 

Fino ad ora c’è stato un episodio che vi ha particolarmente emozionato?

Siamo aperti da poco quindi non abbiamo visto ancora grandi cose, certamente ci ha fatto piacere la visita di un padre di famiglia che voleva regalare un tatuaggio alla figlia per il sedicesimo compleanno.

 

Arriviamo al momento critico: fa male farsi tatuare il corpo?

Niente di così terribile. La soglia del dolore è soggettiva certo, ma non è un dolore atroce.

 

Fate spesso dei “corsi di aggiornamento” o degli incontri annuali?

Ci sono delle vere e proprie convention in cui partecipano persone di ogni genere provenienti da tutta Italia. In Puglia c’è stato fino allo scorso anno. Sono occasioni giuste per confrontarsi con persone più esperte nel campo e per scambiare i propri pareri, le proprie conoscenze.

 

Il valore economico di un tatuaggio da cosa dipende?

Non ci sono parametri fissi, dipende dal tatuaggio che si ha voglia di fare, è molto soggettivo come valore. Per noi ad esempio può avere un valore maggiore un tatuaggio che ha dei colori o delle sfumature particolari, solitamente si parte da una base di circa 80 euro, ma ripeto possono variare a seconda del tatuaggio che una persona vuole fare.

 

Se doveste convincere una persona a farsi un tatuaggio, cosa direste?

Non forzeremo mai nessuno a farsi un tatuaggio, possiamo solo dire che chi vuole farsi tatuare il corpo deve essere sicuro di quello che fa, altrimenti rischia di trovarsi pentito dopo poco tempo. Ecco non fare il tatuaggio per moda, magari spinto da amici o amiche.

 

C’è un modo per cancellare il tatuaggio dal corpo?

La tecnica più diffusa è quella dei tattoo-laser, ma questa dipende molto dalla validità di un tatuaggio. Se è stato fatto male c’è il rischio che possa lasciare una brutta cicatrice, se invece è stato fatto bene in maniera pulita ed igienica non lascia tracce.

                          

                                                                                                                               Claudio Ruggieri

 

Ultimo aggiornamento Domenica 29 Agosto 2010 03:56
 


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