Ambiente e Territorio degradati ...
NON SOLO DEGRADO AMBIENTALE ED
IGIENICO SANITARIO, MA ANCHE PERICOLO
PER LA PUBBLICA INCOLUMITA’
All’Assessore all’Ecologia-Ambiente del Comune di Maruggio (TA)
Alla Regione Puglia Ispettorato Dipartimentale delle Foreste
Piazzale Bestat n. 27 74100 TARANTO
c.a. Ing. Nunzia SCHIRANO
Regione Puglia Aree Politiche per l’Ambiente, le Reti, la Qualità Urbana
Servizio Lavori Pubblici, Via Dante n. 63 74100 Taranto
c.a. Dott. Ittorio FORTUNATO
Al Corpo Forestale dello Stato Stazione di Manduria (TA)
OGGETTO: S.P.122 Litoranea Salentina, localià Torre Ovo-Tonnara-Acqua Dolce“, Torre Saracena - Costone a strapiombo sul mare e Boschetto Piri-Piri
Sabato 16 e domenica 17 giugno due aree per un totale di circa 4.000 metri quadri di macchia mediterranea prospiciente il mare e distanti in linea d’area circa 300 metri l’una dall’altra sono andati in fumo! L’incendio verificatosi il 16 giugno ha distrutto quasi tutto il “verde” che per circa 2.000 metri quadri ricopriva il promontorio dove, a strapiombo sul mare, ad un’ altezza di circa 20 metri gli Aragonesi intorno al 1550 fecero edificare la Torre dell’Ovo per l’avvistamento dei pirati saraceni. Nell’aprile del 2010 alcune situazioni di presunto pericolo per l’incolumità pubblica, rinvenienti dalle ampie crepe che la “Torre” mostrava nella sua struttura, nonché da alcuni franamenti che si stavano verificando sul lato sinistro della stessa, al di sotto di un’ area che sporge in alcuni tratti a strapiombo sul mare ad una altezza di circa 20 metri, dove si evidenziavano ampie parti visibilmente concave, mi indussero a chiedere l’intervento dei Vigili del Fuoco e della Capitaneria di Porto. Effettuato il sopralluogo, e constatato l’effettivo pericolo di crollo, il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Taranto, con nota prot. n. 6448 del 22 aprile 2010, indirizzata al Sindaco del Comune di Maruggio ne dispose la messa in sicurezza (messa in sicurezza alla quale il Comune ottemperò con l’apposizione di alcuni cartelli ”pericolo di crollo” e rete plastificata attualmente del tutto divelta). La Capitaneria di Porto a sua volta nel mese di giugno emise l’ Ordinanza (n. 141/2010) di “divieto di balneazione” nel raggio di 100 metri del sottostante specchio acqueo dove attualmente non vi sono cartelli monitori dai quali i bagnanti o i pescatori sportivi, che in questo periodo in modo particolare frequentano la zona, possano evincerne il divieto.
A distanza di oltre due anni, nonostante la Torre costituisca un patrimonio di elevato valore storico, la situazione é andata ulteriormente peggiorare a causa anche della mancanza di adeguate misure di sicurezza per la tutela della pubblica incolumità. La “Torre”, presenta ancor più cedimenti strutturali, mentre il costone concavo continua a franare in mare e sulla scogliera sottostante. Nelle immediate vicinanze (Tonnara) vi sono dei reperti archeologici molto interessanti quali: un “pavimento in mosaico” di un’antica villa di epoca romana (in totale stato di abbandono e da tempo me segnalato al Comune di Maruggio e alla Soprintendenza ai Beni Archeologici) le rovine di un porticciolo (anche questo di epoca romana) risalente al IV secolo a. C. ed immersa in mare a pochi metri di profondità, la “foresta marina fossilizzata”. Quindi, i turisti che ogni anno frequentano questo luogo di villeggiatura, oltre che per il mare cristallino, sono attratti anche da questi interessantissimi siti che dovrebbero essere preservati.
La macchia mediterranea (ora in buona parte distrutta dal fuoco) oltre a fare da cornice al panorama che si affaccia sul mare, con le sue piante irrorava l’aria di variegate essénza che invitavano alla sosta i villeggianti, gli amanti del footing, i ciclisti, e gli automobilisti che nelle sere d‘estate in questo meraviglioso “prato verde” trovavano refrigerio. Lo stesso dicasi per il pezzo di macchia mediterranea e alberelli prospicienti la scogliera “acqua dolce” indicata da una segnaletica turistica come “itinerario blu” andata a fuoco Domenica 17.
Lo scempio ecologico è compiuto, ed é grave che quelle autorità pubbliche che avrebbero dovuto far adottare quegli elementari accorgimenti di prevenzione dirette ad evitare ciò che si è verificato, “delegando” all’ elemento fuoco la bonifica delle due aree interessate dalle erbacce infestanti e dagli accumuli degli scarti vegetali depositati al suolo da incoscienti e incivili proprietari delle vicine residenze estive. Preoccupato che ciò possa accadere anche per il “boschetto di Piri-Piri” (zona balneare “Acqua Dolce”) che si estende nel territorio del Comune di Maruggio in un cordone demaniale di circa 6.000 metri (5.000 metri di proprietà privata e per 1000 metri di proprietà demaniale) con il concetto del “meglio prevenire che curare”, con questa mia spero di richiamare l’attenzione delle autorità in indirizzo sulle condizioni di totale abbandono in cui versa questo altro meraviglioso patrimonio un tempo rigoglioso ed ora, a causa del suo stato di abbandono, nel più totale degrado ambientale. ed igienico sanitario. Un polmone di verde, che come già detto si estende tra le dune ricoperte da macchia mediterranea, pini d’ Aleppo e Ginepri, giorno dopo giorno subisce attacchi “incontrollati” con tagli di alberi per legna da ardere, e con rifiuti inquinanti sparsi al suo interno (carta, bottiglie, oggetti in plasticare, scheletri di barche in resina, materassi, residui di colazione, cumuli di rami secchi ecc.). A rendere la situazione ulteriormente preoccupante é la presenza di accumuli di scarti di vegetazione, e di tronchi di palme che essendo questi: “rifiuti speciali” sarebbero dovuti essere smaltiti in discariche autorizzate, mentre si trovano sulla carreggiata a ridosso del “Boschetto”. Appare evidente che tale situazione se non rimossa con urgenza, rappresenta una non trascurabile fonte di pericolo soprattutto in considerazione del fatto che il “boschetto” è composto in prevalenza da alberi di pini appartenenti alla specie delle “conifere” e quindi data la presenza delle sostanze resinose più facilmente aggredibili dal fuoco.
Per quanto sopra esposto, nell’ambito delle rispettive competenze, per la prevenzione di eventuali incendi, per la tutela della salute e della pubblica e privata incolumità
C H I E D O
Un URGENTE intervento mirato all’eliminazione della vegetazione erbacea ed arbustiva presente all’interno e all’esterno del più volte citato “boschetto”, ed inoltre
C H I E D O
Che per le aree di pertinenza dei privati vengano adottati tutti quei provvedimenti sanciti dalle leggi vigenti in materia di “Tutela Ambientale” e del “Patrimonio Boschivo” affinché le proprietà provvedano alla realizzazione dei “viali parafuoco” e alla pulizia annuale dell’intera area boschiva.
Chiedo inoltre che vengano adottate tutte quelle misure necessarie atte a garantire la sicurezza e la tutela dell’incolumità pubblica di tutti coloro che ignari del pericolo percorrono la scarpata che porta allo strapiombo sul mare dove insiste l’ingrottatura del terreno ricoperto da macchia mediterranea.
In attesa di riscontro, distinti saluti.
Mimmo CARRIERI, presidente prov. C.P.A. settore Ambiente e ecologia
Giornalista di viv@voce