Sfrattati i piccioni dal campanile della “Chiesa Madre"
Sabato 28 Agosto 2010 18:49
amministratore
I problemi igienico - sanitari, che creano questi volatili non sono di poco conto Sfrattati i piccioni dal campanile della “Chiesa Madre” Tra le infezioni e malattie più pericolose possibili vi sono: la Criptococcossi, l’Istoplasmosi, l’Orritosi, la Salmonellosi e la Troxoplasmosi Il campanile della chiesa. dopo l’avvenuto restauro ed il posizionamento di “dissuasori” (lamelline in acciaio appuntite) è stato interdetto alla sosta e al rifugio dei piccioni che da anni ormai avevano stabilito la loro residenza. Ciò si è reso necessario al fine di preservarlo dalle feci di questi volatili che tra l’altro contengono acidi e quindi nel tempo possono essere dannose anche per i monumenti (in alcune Città come Venezia e Milano infatti è stato fatto divieto a dar da mangiare ai piccioni). Venuto meno quello che era il loro abituale punto di riferimento non solo per la sosta ed il rifugio ma anche per la nidificazione, la folta colonia “sfrattata” è stata costretta a “cercare casa” e ad occupare nuovi spazi come: terrazzi, balconi, davanzali, cortili, aperture di aerazione nonché ortali di case abbandonate. E proprio un locale abbandonato, ubicato nel centro del paese (trenta metri da Piazza S. Giovanni) è stato scelto dai piccioni come nuova dimora grazie anche agli annessi “colombari” presenti nell’orto che consentono un’ideale rifugio dove in modo indisturbato poter nidificare e proliferare. Non ci sarebbe nulla da eccepire se non fosse che, gli escrementi, soprattutto nel periodo estivo, rendono l’aria malsana tanto che, a seguito di alcune segnalazioni pervenutemi, ho potuto personalmente constatare e fotografare lo stato dei luoghi della “casa piccionaia” dal terrazzo di un locale adibito a “parrucchiere per signora” adiacente al “colombario” dove, il titolare del laboratorio per proteggere l’olfatto della propria clientela, é costretto a tenere gli infissi serrati. Uno spesso strato di escrementi sparsi dappertutto, nonché nidi di colombi con uova all’interno, colombi appena nati ed altri in putrefazione rappresentano un grave degrado ambientale ed igienico sanitario soprattutto ai fini della tutela della salute pubblica quindi, appariva evidente che tali condizioni non potevano persistere ma che andavano eliminati. Nella mia veste di responsabile provinciale del settore Ambiente ed Ecologia dell’Associazione C.P.A., nei giorni scorsi, con una nota indirizzata al Sindaco, (in quanto anche prima Autorità Sanitaria), al Comando di Polizia Municipale di Sava e all’ASL Prevenzione Igiene e Sanità Pubblica del Dipartimento di Manduria, ho chiesto un’urgente intervento ai fini della bonifica e della disinfestazione (le cui spese naturalmente dovranno essere a carico della proprietà dell’immobile “piccionaia” in questione). E’ bene ricordare che: i piccioni secondo alcuni illustri luminari esperti di microbiologia e virologia, possono essere veicolo di malattie infettive e parassitarie i poiché sui medesimi si possono trovare: zecche, cimici, pulci e acari che spesso causano infestazioni negli edifici dove questi depongono i loro nidi. Tra le infezioni e malattie più pericolose possibili vi sono : la Criptococcossi; l’Istoplasmosi, l’Orritosi, la Salmonellosi e la Troxoplasmosi. Le malattie sopraelencate e sommariamente descritte sono come già detto, le più pericolose, e i loro agenti patogeni si trovano negli escrementi le cui polveri infette che vengono trasportate dal vento arrivando nelle scuole, negli appartamenti, contaminano l’aria innescando processi infettivi. Naturalmente ciò è possibile quando la colonia di piccioni è consistente, mentre le possibilità scendono in presenza di solo qualche volatile. Comunque rimane il fatto che i colombi presenti in colonie numerose nelle aree urbane, possono essere un potenziale veicolo delle malattie infettive e rappresentano un pericolo per la salute pubblica. Come prevenire tale potenziale pericolo? Procedendo ad una adeguata disinfestazione dei luoghi preferiti per la loro nidificazione come: i sottotetti, i solai e la “casa piccionaia” disabitata al centro del paese. Ovviamente gli interventi di prevenzione andrebbero affidati ad imprese specializzate e in grado di predisporre anche efficaci interventi per il loro allontanamento. Mimmo Carrieri
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TORRE OVO: ESTATE 2010, CONSUNTIVO
Sabato 28 Agosto 2010 18:41
amministratore
A pochi giorni dalla conclusione della stagione estiva ... Torre Ovo: Consuntivo di una chiara e oscura estate 2010 La stagione balneare che giunge al termine ci porta a tracciare un consuntivo su come quest’anno i turisti e i bagnanti l’hanno vissuta in questo splendido scorcio di mare. Alla posizione geografica della nostra “terra di Puglia” dobbiamo il clima che in particolar modo rispetto al Nord soprattutto in questi mesi estivi, si è distinto. Infatti mentre in molte città del Nord Italia imperversavano le piogge ed alcuni fiumi rompevano gli argini, su tutta la costa jonica (e in particolar modo a Torre Ovo) imperversava il sole. L’arenile è stato mantenuto pulito, anche perché rispetto agli anni scorsi, l’amministrazione comunale di Torricella si è attivata in tempi utili ad attrezzare la spiaggia ed il lungomare di contenitori per la spazzatura. Questo sta a dimostrare che se è pur vero che ciascuno di noi deve avere buon senso civico e rispettare l’ambiente, la politica deve fare la sua parte mettendo a disposizione dei cittadini quei mezzi necessari (a volte molto semplici come il caso dei contenitori della spazzatura) ai fini di prevenire incresciose situazioni igienico-sanitarie dannose per salute pubblica. Ma purtroppo, una zona balneare come Torre Ovo, molto frequentata non solo dai residenti e dai pendolari nostrani ma anche da turisti giunti dal Nord Italia ma anche dalla Francia, dalla Germania, dal Belgio, dalla Polonia e da altri paesi, continua a mostrare i suoi punti deboli. Qualcuno penserà che io abbia il gusto del “bastian contrario”, ma non è così! Un giornalista deve essere sempre obiettivo e mai di parte, perciò bisogna farsi carico anche delle lagnanze che ci vengono riportate e che noi riportiamo attraverso il nostro giornale affinché chi è chiamato ad impegnarsi a migliorare e quindi ad incrementare il turismo in questa zona balneare, si attivi a farlo nelle sedi competenti poiché il nostro mare è “una risorsa naturale” alla quale bisogna puntare per uno sviluppo futuro, non sarebbe producente per nessuno scrivere: “Và tutto bene signora la marchesa!” Come già tante volte ho scritto, e continuerò a farlo sino alla nausea, la rete idrica è indispensabile! A chi spetta di competenza sollecitare l’Acquedotto Pugliese? Circa l’80% dei proprietari di Torre Ovo hanno versato le somme (circa 1.400 euro) per avere l’allacciamento alla rete fognaria, mentre per rifornirsi d’acqua sono costretti a ricorrere alle autobotti pagando sino a 30 euro a viaggio. Questo è inaccettabile! Come è inaccettabile soprattutto che l’apertura dei “gabinetti pubblici” (problema sollevato da questo giornale e che sembrava finalmente risolto) affidata al titolale di un’attività commerciale del posto anziché risolvere ha peggiorato ulteriormente la situazione igienico-sanitaria. I gabinetti pubblici sono delle vere e proprie “latrine”! E’ ridicolo leggere sulla porta d’ ingresso: “siate educati e tenete i bagni puliti”. Nei bagni è impossibile entrare poiché sono colmi di “rifiuti organici” e questo non per mancanza di senso civico ma per “mancanza di acqua per lo scarico dagli sciacquoni!” I bagni pubblici vengono aperti alle 8 e chiusi alle 20,30, sarebbe cosa buona se non fosse che l’acqua che serve allo scarico si può avere solo alle ore 20 cioè quando si accende l’illuminazione pubblica! Avete capito bene cari lettori! E volete sapere perché? Perché il contatore per l’energia elettrica dei bagni pubblici è collegato alla cabina che è stata potenziata per l’illuminazione pubblica. Ma vi sembra una cosa seria questa? Come non ritengo sia nemmeno una cosa seria continuare a non vedere che alla fine della pista che porta verso Trullo di mare e più precisamente verso le villette, nonostante i divieti di sosta, le auto continuano a parcheggiare indisturbatamente creando ingorghi nel punto in cui la strada si restringe. Altra situazione di estremo disagio per gli autisti dei pulman e per le autoambulanze ci sono state segnalate nei pressi del residence “Solar” dove a causa dei parcheggi in ambedue le carreggiate e delle auto fuori posto, è diventato impossibile transitare. I Vigili Urbani in servizio con l’Autovelox fanno il loro lavoro, però sarebbe il caso che la loro presenza fosse anche più visibile a Torre Ovo. Mimmo Carrieri
Ultimo aggiornamento Sabato 28 Agosto 2010 18:48
Torre Ovo: lettera aperta di un villeggiante
Sabato 28 Agosto 2010 18:33
amministratore
Lettera aperta di un villeggiante 
Caro Viv@voce, ogni anno è tanta la voglia di venire giù in Puglia, ma poi allo stesso modo, dopo 2 settimane di vacanza, la voglia di scappare mi assale! Un anno arrivi e, dopo aver chiesto a chi ti affitta un pezzo di casa al mare se c’è tutto, scopri che manca sempre qualcosa (pentole, scaldabagno, doccia, frigorifero etc..), sentendoti rispondere “cà qua a mari stamu ... tà rranciari”! Certo, dopo che ti prendono 3000 € al mese “tà rranciari”. Ma tante ne potrei raccontare con l’ultima, il furto dell’auto. Bene! Quest’anno la regione Puglia ha censito un 10% in meno di turisti, l’anno prossimo ci sarà il mio 0.0004% da aggiungere (considerando 4 persone del nucleo familiare). Mimmo Dimaggio Quanti problemi a Torre Ovo, così si rischia di perdere molti turisti! Non è la prima lettera che riceviamo e non sarà l’ultima. A Torre Ovo molte cose non funzionano, in particolare per la scarsa attenzione che il Comune di Torricella riserva alla località balneare. Il malcostume dei prezzi esagerati è purtroppo un malessere esteso in tutti i paesi turistici della costa jonica. Spesso ci troviamo a dover sborsare molti soldi per avere in cambio un servizio scarso e limitato. Come combattere questo fenomeno? Purtroppo non c’è una vera e propria arma a disposizione dei cittadini ma su questo parlano i dati: il censimento della Regione Puglia non ci coglie impreparati, molti imprenditori locali hanno lamentato una scarsa affluenza dei turisti. A Torre Ovo c’è anche il grave problema della mancanza di acqua potabile e della mancanza di servizi ai cittadini. Qualcuno dimentica che nel periodo estivo ci sono circa 60-80 mila residenti che non possono usufruire di nessun servizio. Non esiste un presidio sanitario, non esiste un posto di Polizia di Stato, i Vigili Urbani si contano su di un palmo di mano, quasi su due dita! L’estate diventa preda dei maleducati che parcheggiano l’auto in zone vietate, sulle strisce pedonali, sui parcheggi per i disabili. Lo possono tranquillamente fare perché non esistono autorità in grado di fermarli, visto che di autorità non si vede nemmeno l’ombra. O meglio, solo il giorno di Ferragosto erano presenti due vigili urbani. E gli altri giorni? Ma i villeggianti di Torre Ovo perché non possono godere dei diritti sacrosanti di ogni cittadino? L’altro grande problema deriva dalle spiagge. In passato Torre Ovo era sicuramente annoverata tra le più belle spiagge della costa jonica, adesso invece i turisti preferiscono andare altrove visto che le spiagge sono nella maggior parte dei casi sporche e piene di rifiuti. Perché nessuno non interviene? In questo modo non si fa altro che scoraggiare il turismo, vera fonte di vita della località balneare del Comune di Torricella. Perché i cittadini di Torre Ovo devono pagare l’ICI o la tassa sulla spazzatura quando a loro non li viene offerto nulla? L’ultimo caso riguarda il furto dell’auto subito dal nostro lettore. Ovviamente questi casi succedono in tutti i posti d’Italia. Certamente senza un posto di Polizia, senza qualcuno che possa intervenire tempestivamente questo tipo di fenomeno rischia di propagandarsi in maniera incessante. Nel 2010 possono ancora esistere paesi senza garantiti della legge? Verissimo che il censimento per il momento parla di una perdita di turisti del 10%, domani potrebbe raggiungere quote ben più alte. Cosa fare? Certamente l’amministrazione comunale di Torricella dovrà prendere seri provvedimenti, quest’estate ha portato a galla problemi seri e sicuramente già esistenti nel territorio. Dal prossimo anno sicuramente il calo del turismo si farà ancora di più sentire, per questo chiediamo che vengano prese decisioni immediate. Perché Torre Ovo ha bisogno di essere rivalutata dai turisti. Claudio Ruggieri
Ultimo aggiornamento Domenica 29 Agosto 2010 03:47
Torre Ovo: i problemi di sempre
Domenica 08 Agosto 2010 04:21
amministratore
Stesso mare, stessa spiaggia e gli stessi problemi di sempre Torre Ovo, estate 2010: il chiaro e l’oscuro della zona balneare Carenze amministrative, ma anche un senso di civismo che manca Come ormai avviene da qualche anno a questa parte, il nostro giornale, anche nella stagione balneare in corso ha voluto dare spazio a quei tanti cittadini abituali frequentatori di questo magnifico tratto di spiaggia. Finalmente quest’anno, grazie anche allo stanziamento di circa 700.000 euro dell’Amministrazine provinciale di Taranto, a favore dei cinque Comuni della costa orientale orientale (Leporano, Pulsano, Lizzano, Torricella e Maruggio). La spiaggia ed i piccoli arenili di Torre Ovo si presentano puliti e attrezzati di sufficienti contenitori per la “spicciola spazzatura” e per la “differenziata”. Ora spetta ai bagnanti sapersi rapportare al “senso civico comportamentale”. Lasciare rifiuti di ogni genere sulla spiaggia (carta, bottiglie, oggetti in plastica, residui di colazione, ecc.) significa concorrere non solo al degrado ambientale ed igienico sanitario, ma mancare anche di rispetto a tutti quei cittadini che al contrario amano rispettare le leggi della natura e ossequiosi del concetto che “la libertà di ognuno finisce dove inizia quella degli altri!” Non vi è dubbio comunque che un lieve miglioramento igienico sanitario vi sia stato, e mi riferisco a quei proprietari di abitazioni che, su sollecito del Comune di Torricella, hanno provveduto ad allacciarsi alla rete fognaria. Purtroppo ancora vi sono diversi “dissidenti” che non vi hanno ottemperato e che continuano a scaricare i liquami in falda con tutte quelle che possono essere le conseguenze per l’inquinamento delle falde acquifere e della salute pubblica. Certamente le cose buone che sono state fatte non compensano quelle che restano da fare, e sono tante se si vuole incentivare il turismo in questa meravigliosa zona di mare. Incominciamo con i servizi di prima necessità come la rete idrica e i servizi igienici che maggiormente vengono lamentati. Ancora oggi (anno 2010) per fornirsi di acqua, i titolari di attività commerciali, gli albergatori e i privati sono costretti a ricorrere al servizio di autobotti. Alcuni titolari di residence, ristoranti, pescherie e bar si sono visti costretti a consorziarsi (una decina di essi) mettendo dei soldi di propria tasca per acquistare un’autobotte e pagare un autista il quale trasporta l’acqua potabile da Monacizzo a Torre Ovo. Il costo di ogni autobotte, è proporzionato al quantitativo d’acqua trasportato e in questo caso è pari a circa 43 euro. Le attività commerciali non consorziate, per ogni autobotte di 70 quintali pagano all’incirca 100 euro mentre i privati pagano dai 20 ai 30 euro per le piccole autobotti. Indubbiamente se vi fosse stato l’allacciamento alla condotta idrica (rimandato da anno in anno) questi costi scenderebbero di gran lunga e forse anche le varie attività commerciali e di ristoro potrebbero di conseguenza abbassare i prezzi che ovviamente sono costretti ad aumentare per ammortizzare le spese. Un altro elemento di discussione e di primaria necessità è rappresentato dall’assenza dei bagni pubblici che non possono essere sopperiti da due bagni chimici presenti nell’area denominata “le barche”, ne tanto meno i proprietari dei bar possono essere sempre accondiscendenti (spesso si sfocia in pericolose discussioni) e mettere a disposizione le loro toilette riservate ai clienti. Vi è una segnaletica “ingannevole” che indica “bagni pubblici” ma quando la gente arriva sul posto indicato, ha l’amara sorpresa di trovare i bagni chiusi. Ciò che irrita i bagnanti è la scritta posta sulla porta dove si legge in sintesi: “Siate educati e lasciate i bagni puliti!” E’ una propria “presa per i fondelli!” Il mare, il nostro meraviglioso mare non può continuare a fungere da cloaca anche per i bisogni fisiologici, perché se è pur vero che riesce a biodegradare il biodegradabile, comunque può capitare che i bagnanti facciano dei “poco gradevoli incontri”. Un discorso a parte meritano le “due piste ciclabili” da 300 e 800 metri e la “barriera frangiflutti” in prossimità della Torre saracena. Le due piste che io definisco “non ciclabili” ma “pedonali”, oltre a rappresentare un brutto impatto paesaggistico, costituiscono anche un pericolo a causa dei cordoli in cemento soprattutto in un punto dove questi restringono la carreggiata. L’impatto paesaggistico è dato dal “muretto in cemento” colmo di terra arida e sprovvisto di verde: Quella che sarebbe dovuta essere una “pista ciclabile” per due mesi all’anno (luglio-agosto) viene utilizzata unicamente dai pedoni per la passeggiata serale sul lungomare quindi bisognerebbe che venisse cambiata la segnaletica! Oltre all’impatto paesaggistico, queste due piste come ho sopra già detto, hanno ristretto la carreggiata e di conseguenza l’Amministrazione comunale di Torricella ha fatto deviare il traffico veicolare attraverso delle strade molto strette. Questo ha causato un grave inquinamento dell’aria dovuto allo scarico di “ossido di carbonio” che fuoriesce dalle marmitte delle auto e moto in transito (si formano delle lunghe code) e di conseguenza, gli abitanti in quelle vie sono costretti a non uscire di casa soprattutto il sabato e la domenica quando il traffico è più intenso. La cosiddetta “barriera frangiflutti” come già qualche anno addietro avevo preventivato, è sprofondata tanto che la cosa mi ha portato a chiedere alla Capitaneria di Porto di segnalarla con “palloni boa” perché potrebbe costituire anche questa un pericolo per i dipartisti. Quest’opera sarebbe dovuta servire a riparare la carreggiata dall’invasione dall’acqua del mare ma purtroppo, si è dimostrata (come le piste ciclabili) un’opera inutile e dannosa per la flora e la fauna marina così come un inutile “sperpero di denaro pubblico” per il quale la Procura della Repubblica di Taranto a seguito di un mio Esposto-Denuncia è sul punto di chiudere le indagini. Concludo con un apprezzamento nei riguardi dell’Amministrazione comunale di Torricella per quelle che erano le intenzioni di abbellire le due “rotonde” con la realizzazione di due aiuole e la messa in dimora di alcune piantine e “macchia mediterranea”, però mi sia concesso un suggerimento: non sarebbe forse necessario che di tanto in tanto qualcuno provvedesse a buttarci un pò d’acqua visto che “il verde” è diventato ormai “giallo”? Mimmo Carrieri
Ultimo aggiornamento Domenica 08 Agosto 2010 15:46
Torre Ovo: intervento della Capitaneria di Porto
Sabato 17 Luglio 2010 17:57
amministratore
Quando le bellezze del nostro territorio, e quelle della nostra costa, non vengono salvaguardate dall’incuria … Torre Ovo: il decisivo intervento della Capitaneria di Porto ripristina la sicurezza dei villeggianti! Sono stati necessari due miei esposti inviati ai Sindaci di Maruggio e di Torricella, nonché alla Capitaneria di Porto di Taranto, ma alla fine si sono ottenuti due importanti risultati di prevenzione a tutela dell’incolumità fisica di tutti quei turisti che in estate frequentano la zona balneare di Torre Ovo. La prima “anomalia” era rappresentata da un consistente numero di tondini in ferro arrugginiti posti da circa due anni in verticale sugli scogli in prossimità della spiaggia denominata “bagno dei cavalli”. Gli scogli erano stati “demarcati” lì dove si sarebbe dovuta realizzare la stazione dell’idrovia che via mare, con partenza da Campomarino, e sosta a Torre Ovo, avrebbe dovuto raggiungere Taranto e viceversa. Per la realizzazione ditale progetto, erano stati stanziati Fondi Por per oltre un milione di euro e la gara di appalto era stata aggiudicata ad un’impresa di Napoli. La ditta appaltatrice avviò immediatamente i primi lavori che avrebbero dovuto portare alla realizzazione di un cavalcavia che, dal centro della piazza di Campomarino si sarebbe dovuto “allungare” sino a mare, dove si sarebbe dovuto impiantare la “stazione idrovia”. In seguito ad un mio sopralluogo sul posto, ebbi modo di constatare che tale opera avrebbe gravemente modificato lo stato dei luoghi non solo sotto l’aspetto dell’impatto ambientale, ma anche paesaggistico, tanto da convincermi a presentare un Esposto al Comando della Guardia di Finanza di Taranto, chiedendo tra l’altro, una verifica sugli atti amministrativi inerenti il possesso delle autorizzazioni Regionali (impatto ambientale) Portuali e Doganali. Alla conclusioni delle indagini, avviati dalla Guardia di Finanza della Tenenza di Manduria e dalla Capitaneria di Porto di Taranto, l’Autorità Giudiziaria ebbe ad ordinare ’ la sospensione dei lavori, e di conseguenza, venne meno anche il progetto dell’idrovia per Torre Ovo. Quindi, i “tondini” in ferro, posti sugli scogli del “bagno dei cavalli”, non avevano più modo di esistere perciò andavano rimossi in quanto (come riportato nel mio esposto) costituivano un pericolo per l’incolumità fisica dei bagnanti. La Capitaneria di Porto, immediatamente intervenuta presso il Comune di Torricella, competente per giurisdizione, ha finalmente posto fine a tale anomala situazione. Un’altra situazione di pericolo, è stata scongiurata sempre in seguito a mio Esposto. La Capitaneria di Porto ha emesso una ordinanza attraverso la quale vieta la balneazione nello specchio acqueo antistante la torre saracena di Torre Ovo, che ricade nel demanio del Comune di Maruggio. Il provvedimento, che reca la firma del comandante Paolo Zumbo, si è reso necessario a seguito della risultanze di un sopralluogo effettuato dal personale militare dipendente dell’Ufficio Locale Marittimo di Maruggio. sopralluogo richiesto dal sottoscritto, nel quale segnalavo il pericolo per i bagnanti. «La torre risulta in evidente stato di degrado» è riportato nell’ordinanza, «lungo il perimetro della struttura, oltre alla presenza di cartelli monitori, vi è una recinzione con rete plastificata, che in alcuni punti risulta divelta. Sul lato destro della struttura insiste un’area che sporge in alcuni tratti a strapiombo sul mare. La scogliera sottostante, raggiungibile da bagnanti e pescatori sportivi, presenta un’ampia ingrottatura non visibile a chi accede lungo la scarpata. Il muro di contenimento sul fronte mare della struttura risulta, in alcuni tratti, instabile e interessato da un crollo di numerosi conci di tufo, che si sono riversati sulla scogliera. Per tutti questi motivi, lo specchio acqueo antistante la torre saracena costituisce pericolo per la navigazione. E, sino al ripristino delle condizioni di sicurezza, sono pertanto vietati il transito e la sosta di qualunque unità navale o galleggiante, nonché qualsiasi attività subacquea di pesca o di balneazione, per un raggio di cento metri. Fermi restando i divieti ed i limiti che saranno imposti dalla competente Amministrazione comunale o da altri enti interessati, la torre saracena e la zona circostante sono interdetti all’accesso e alla sosta di persone». Ora si attende che il Comune di Maruggio provveda quanto prima a far apporre i cartelli che indicano il “divieto di balneazione”. Mimmo Carrieri
Ultimo aggiornamento Sabato 17 Luglio 2010 18:19
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